Informazione indipendente. Bueno Buono Good http://buenobuonogood.com Informazione libera senza sensura Thu, 17 Nov 2016 14:15:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.6.1 http://buenobuonogood.com/wp-content/uploads/2015/08/cropped-LOGO-BBG-150x150.png Informazione indipendente. Bueno Buono Good http://buenobuonogood.com 32 32 Before the flood http://buenobuonogood.com/7300/before-the-flood/ http://buenobuonogood.com/7300/before-the-flood/#respond Wed, 02 Nov 2016 13:56:46 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=7300 http://buenobuonogood.com/7300/before-the-flood/feed/ 0 Vaticano, questo gran ipocrita, ladrone e peccatore. Dedicato a Emiliano Fittipaldi. http://buenobuonogood.com/7222/vaticano-questo-gran-ipocrita-ladrone-e-peccatore-dedicato-a-emiliano-fittipaldi/ http://buenobuonogood.com/7222/vaticano-questo-gran-ipocrita-ladrone-e-peccatore-dedicato-a-emiliano-fittipaldi/#respond Sun, 03 Jan 2016 18:59:42 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=7222 Grazie Emiliano. Grazie per aver scritto un libro e cercato anche tu di far aprire gli occhi alla gente e far luce su ciò che davvero rappresenta il Vaticano.

Bueno Buono Good non può non appoggiare la causa che ha portato Emiliano Fittipaldi a scrivere “Avarizia”, un nuovo libro che mette sotto gli occhi di tutti i lettori le prove inconfutabili dell’ipocrisia del Vaticano.

Il Vaticano, la sede mondiale della Chiesa, da sempre territorio del “Male“, è il luogo dov’è stato possibile, fin dai tempi più remoti, fare i propri porci comodi senza che nessuno si mettesse fra i piedi.

Che miglior maniera di farlo che vestire il tutto con gli abiti dell’innocenza ed accecare

Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri».

[Matteo 21,12-14]

chiunque non faccia parte di questa bolgia di peccatori con il dogma della riligione, professando leggi morali ed inculcando il concetto del peccato. Che gran strumento di controllo! Che grandi menti malvage! Bravo Vaticano!

Il lupo vestito d’agnello, cercano di farcelo capire fin da bambini anche attraverso alcune favole scritte da coloro che già l’avevano capito.

Infatti, per far conoscere e trasmettere la verità generazione dopo generazione, si è sempre ricorsi a maniere più “artistiche” che dirette, così come oggi si scrivono libri, ad esempio, solo per evitare di andare alla forca ed essere additati come peccatori, blasfemi, figli del Diavolo, bruciati vivi o torturati ed impiccati.

Oggi, invece di andare alla forca, si va a processo, come Fittipaldi, colpevoli di aver detto la verità ed aver cercato di mostrare a tutti che chi si è autoproclamato portavoce della parola di Dio, non è nient’altro portavoce di un branco di omuncoli accecati dal potere, un potere che gli permette ormai di dominare il mondo con le proprie regole e di essere intoccabili, come dei giustizieri senza macchia. Invece loro, di macchie, ne hanno molte.

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Vaticano e nazisti erano buoni amici

Finanziamento alle più grandi produttrici d’armi a livello mondiale, corruzione politica e pedofilia a parte, Fittipaldi parla principalmete dei soldi

dello IOR, la Banca Vaticana che, per quanti vogliano farci credere il contrario, continua ad essere il paradiso fiscale dove nessuno può mettere il naso, almeno che non sia uno di loro, un vescovo, un cardinale o un funzionario internazionale corrotto sempre con la stessa particola: il denaro.

 

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Parte dei tesori del Vaticano

Denaro e potere sono le facce dell’unica religione che davvero pratica il Vaticano. E queste persone ben sanno che la maniera più semplice di farla franca e di prenderci in giro è farcela sotto il naso, alla luce del Sole, giocando al gioco delle maschere.

Così non ci meravigliamo più ormai quando ammiriamo gli ori appesi alle pareti ed ai soffitti delle chiese, non ci soprendiamo che i preti dispongano sempre di tutte le comodità, anzi poveretti diciamo, ci dimentichiamo degli scandali di pedofilia e commercio d’organi, non ci stupiamo che il Vaticano abbia addirittura una banca, la più importante banca del mondo intero, pur sapendo bene tutti (e se non ne siete convinti, beh non so cosa state facendo qua e perché mi stiate leggendo, ndr) che è il denaro il virus più micidiale di questo mondo.

E così continuano a fare sfarzo dei loro tesori davanti a tutti, chiudendo le porte delle Chiese come fossero musei, facendo da “custodi” ad opere d’arte che sono patrimonio di tutti e facendo pure pagare il biglietto per poterle ammirare da lontano.

E così l’hanno fatto durante secoli. E noi, durante secoli, siamo sempre stati i soliti allocchi che baciano le mani ai membri di questa istituzione “religiosa”.

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Tarcisio Bertone

Oggi a tutti piace il Papa, come a tutti piaceva WojtyłaMa non bastano cari miei e non sono mai bastate le buone parole di un Papa per rendere il Vaticano il “buono” che fa il “bene”, non bastano le parole per salvare il mondo dalla fame e fermare le guerre.

E non basta farci credere che il Papa è pronto a far luce sulle trame più losche del Vaticano e che vuole far giustizia e che bla bla bla… stronzate.

Non ci sono colombe bianche che volano nel Vaticano, che non siano in verità corvacci neri dal becco aguzzo ed avidi di denaro e potere.

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100 Lire d’oro del Vaticano – 1939 (valore di circa 800 dollari).

La Chiesa continuerà a vivere nell’oro, a predicare il bene e a mantenere le porte delle proprie parrocchie e cattedrali chiuse, lasciandoci morire di freddo e di fame. Non bastano le parole ed ovviamente non bastano le piccole buone azioni che cercano di fare le ONG controllate dalla Chiesa e le varie organizzazioni caritative “made in Vaticano”.

Potrebbero e dovrebbero fare molto di più, loro. Ma non lo faranno mai, ve lo dico io, perché semplicemente, non gli interessa.

E quando qualcuno come il buon Fittipaldi scrive un po’ di verità su questa gente… lo mandano al rogo.

Almeno spero che non andiate tutti i piazza come i pecoroni del medioevo a guardare lo spettacolo e sputare in faccia al peccatore. So bene che molti di voi non sono ancora riusciti a capire che il Vaticano è il “Male”.

Matteo Vitiello

P.S.: Se vi sta a cuore la causa di Emiliano Fittipaldi, firmate la causa:

Firma la causa CHANGE.ORG per far ritirare le accuse ai giornalisti Fittipaldi e Nuzzi

Tratto dall’articolo dedicato a Emiliano dall’Espresso del 24 Novembre 2015:

Il tribunale della Santa Sede, a sorpresa, ha rinviato a giudizio l’autore di “Avarizia”, il libro-scoop sugli scandali finanziari della curia. La sua colpa: aver «divulgato notizie riservate». Rischia dai 4 agli 8 anni. Alla sbarra anche monsignor Vallejo Balda, Francesca Chaoqui e Nicola Maio, accusati di associazione per delinquere.

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Foto di gruppo della Commissione Cardinalizia, del Prelato e del Consiglio di Sovrintendenza dello IOR

Il Vaticano manda alla sbarra il nostro giornalista Emiliano Fittipaldi, l’autore del bestseller “Avarizia”, l’inchiesta che ha svelato scandali e ricchezze della Santa Sede grazie alla pubblicazione di carte segrete e inchieste esclusive sullo Ior, sugli investimenti all’estero dei monsignori e sugli affari dei cardinali. È la prima volta nella storia del Vaticano che un giornalista è messo sotto accusa davanti ai giudici del papa.

I magistrati d’Oltretevere hanno concluso le indagini preliminari, e hanno deciso di usare le maniere forti e mandare a processo sia Fittipaldi sia il collega Gianluigi Nuzzi, autore di “Via Crucis”, per aver divulgato «notizie riservate». Si tratta, per il codice penale vaticano, di un reato grave: nel paragrafo sui «Delitti contro la Patria» nel luglio del 2013 è stato infatti inserito un nuovo articolo, il 116 bis.

«Chiunque si procura illegittimamente o rivela notizie o documenti di cui è vietata la divulgazione, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni o con la multa da euro mille ad euro cinquemila» recita la norma. «Se la condotta ha avuto ad oggetto notizie o documenti concernenti gli interessi fondamentali o i rapporti diplomatici della Santa Sede o dello Stato, si applica la pena della reclusione da quattro a otto anni».

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Emiliano Fittipaldi

Fittipaldi e Nuzzi non sono gli unici rinviati a giudizio. Davanti al giudice sono stati mandati anche due presunte fonti dei giornalisti: Lucio Vallejo Balda, monsignore spagnolo nominato da papa Francesco e segretario della Cosea, la commissione referente che ha condotto l’indagine sulle finanze vaticane, e Francesca Immacolata Chaouqui, membro della stessa commissione. Sarà processato anche il quinto indagato: Nicola Maio, ex collaboratore della commissione referente sulle strutture economiche e amministrative della Santa Sede (Cosea).

Nei confronti di questi tre imputati la magistratura vaticana contesta anche il reato di associazione per delinquere.

«Sono incredulo. Non è un processo contro di me, ma contro la libertà d’informazione – spiega Fittipaldi – in tutto il mondo i giornalisti hanno il dovere di pubblicare notizie e segreti che il potere, qualunque esso sia, vuole tenere nascosti all’opinione pubblica. Mostrare documenti confidenziali e informare la gente delle malefatte dei potenti è l’essenza del nostro lavoro. Capisco che in Vaticano siano in grave imbarazzo per quello che ho raccontato, anche perché non hanno potuto smentire nulla di quanto ho denunciato. Però non mi aspettavo che aprissero un processo penale contro me e Nuzzi. Forse sono ingenuo, ma credevo che indagassero su chi ha commesso gli illeciti che ho denunciato, non su chi li ha svelati. Cosa farò adesso? Non lo so. Parlerò stasera con i miei avvocati. Ma è un fatto che in Vaticano la libertà di stampa non sia sufficientemente tutelata. Nel loro ordinamento non esiste nulla di simile all’articolo 21 della nostra Costituzione. Il promotore di giustizia e gli uomini della gendarmeria mi avevano ventilato la possibilità di finire a processo? No. All’interrogatorio di lunedì scorso sono stati rispettosi e cortesi, ma alle domande ho opposto il segreto professionale. Non ce l’ho con loro, ma con una legge che considero illiberale e inaccettabile. Come ci si può difendere in quel tribunale se in Vaticano non esistono garanzie per il giornalismo libero?».

emiliano fittipaldi

Una cosa é certa: da domani i super-renziani (giornalisti in primis) cominceranno a fare a brandelli il leader sconfitto. #maratonamentana

Per aprirvi un po’ di più gli occhi sulle malefatte e l’ipocrisia del Vaticano, ecco un video che Daniel Estulin ha dedicato all’argomento nel suo programma “Desde la Sombra”:

 

Rapporto Annuale IOR 2014 (clicca per aprire il pdf)

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Facebook, questo grande spione: cambiano le norme sulla privacy. http://buenobuonogood.com/6837/facebook-questo-gran-spione-dal-2015-schedera-tutti-gli-utenti-raccogliendo-dati-personali-dei-nostri-dispositivi/ http://buenobuonogood.com/6837/facebook-questo-gran-spione-dal-2015-schedera-tutti-gli-utenti-raccogliendo-dati-personali-dei-nostri-dispositivi/#comments Sun, 27 Dec 2015 10:36:47 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=6837 Dal 30 Gennaio 2015 Facebook ha deciso di spiare a fondo i nostri computer/tablet/smartphone, studiando il tipo di dispositivo che utilizziamo, i software e tutte le applicazioni che abbiamo installato, monitorando le nostre azioni, controllando con chi parliamo e di cosa, che cosa compriamo e che servizi utilizziamo. Allucinante vero? Eppure è così e tutto questo per studiare il nostro comportamento online e costruire una pubblicità su misura, la cosiddetta “pubblicità comportamentale“.

Tra le altre cose, sarà potenziato il servizio di controllo che monitora continuamente la nostra posizione attraverso i dati satellitari gps, che la maggiorparte di noi ha sempre attivato sul proprio cellulare.

Da tempo Zuckenberg ci sta avvertendo, con una notificazione, di cui quasi tutti noi non ci ricordiamo nemmeno d’aver visto, avendo dato “ok” velocemente senza farci troppo caso.
Invece, bisognava prestarci molta attenzione.
Vi aiuto io. Leggetevi quello che permetterete a Facebook di fare dal 30 Gennaio 2015:

https://www.facebook.com/about/privacy/update

La nuova frontiera della pubblicità è questa: monitoraggio, schedatura e studio personalizzato di ogni singolo individuo.

La soluzione? Ce ne sono almeno due per cominciare:

1) disattivate la geolocalizzazione;
2) andate su questa pagina e decidete di cancellarvi volontariamente dalla raccolta di dati personali per lo studio del vostro profilo pubblicitario da parte delle compagnie che pagano Facebook, Twitter e tutti gli altri social network: http://www.youronlinechoices.com/it/help

N.B.: se avete dei problemi per visualizzare la pagina in Italiano, scegliete la pagina spagnola: http://www.youronlinechoices.com/es/ayuda-para-la-baja-voluntaria/

(è possibile che la pagina italiana sia stata bloccata per rendere difficiel fare opt-out agli internauti del Belpaese, si sa, siamo alla posizione 49 in libertà d’informazione, tra l’altro….)

Ovviamente, Zuckenberg e soci, promozionano tutta questa grande operazione di controllo come “personalizzazione”, “controllo nelle tue mani” e così via, il che non è nient’altro che una leccata di culo a tradimento, uno specchio per le allodole, una presa per i fondelli biblica, un cavallo di troia che la maggiorparte di voi ha già fatto entrare in casa.
Un po’ come “potere a te” o “tutto intorno a te” e vari altri slogan delle compagnie telefoniche che ben ricorderete.

Sta a voi decidere se farvi fottere o no.
Ciao.

Guardate quante società pubblicitarie stanno raccogliendo i vostri dati, guardando le vostre foto, leggendo i vostri messaggi, per farvi pubblicità su misura:

agenzie pubblicità


Matteo Vitiello

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http://buenobuonogood.com/6837/facebook-questo-gran-spione-dal-2015-schedera-tutti-gli-utenti-raccogliendo-dati-personali-dei-nostri-dispositivi/feed/ 14
Thync, già in vendita il dispositivo per programmare il proprio stato d’animo http://buenobuonogood.com/6768/thync-nel-2015-arriva-il-dispositivo-per-programmare-il-proprio-stato-danimo/ http://buenobuonogood.com/6768/thync-nel-2015-arriva-il-dispositivo-per-programmare-il-proprio-stato-danimo/#respond Mon, 07 Dec 2015 21:33:25 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=6768 17"La realtà è ciò che, quando smetti di crederci, non se ne va". [Philip K. Dick]

Si chiama Thync e ha promesso che nel 2015 lancerà sul mercato un dispositivo che ci permetterà di modificare a piacimento il nostro stato d’animo.

10548795_761100003958339_7602883759082352715_oIsy Goldwasser, amministratore delegato e co-fondatore della start-up Thync, ha annunciato che lo scorso 8 Ottobre, l’azienda ha raggiunto i 13 milioni di dollari di finanziamenti. Tra i supporter del progetto, anche il gigante degli investimenti Khosla Ventures, che crede nel progetto di Goldwasser: sposare la neuroscienza con l’elettronica di consumo di massa.

13 milioni di dollari… il che fa pensare che il progetto abbia poco di fantascientifico e che presto potremo decidere con un click se sentirci calmi e rilassati o energici e creativi. “Si tratta di un cammino che abbiamo intrapreso per aiutare le persone a tirar fuori il meglio di se on-demand, quando lo vogliono e ne hanno bisogno – ha affermato Goldwasser – è un modo per superare il nostro limite di fondo come persone”.

thync-2-225x300Staranno brindando gli appassionati ed i seguaci della filofosia transumanista ed anche i più increduli si dovranno ricredere percé la Thync ha già esperimentato un prototipo del dispositivo su oltre 2mila persone, ottenendo risultati positivi: le persone sono state in grado di modificare il proprio stato d’animo, decidendo se sentirsi svegli e pieni di forze ed energia o rilassati e calmi come degli agnellini.

Spaventoso, certo.

Ma come funziona? Attraverso la stimolazione elettrica del cervello. I neuroscienziati hanno dimostrato che piccoli dosi di scariche elettriche sottoposte ai nervi trasmettitori del cervello, aiutano i pazienti a recuperarsi dai danni cerebrali, alleviano la depressione e in bambini con problemi d’apprendimento, accrescono la capacità di memorizzazione.

11392838_873518676049804_4734388861570772561_nLa tecnica è conosciuta come “stimolazione in corrente continua transcraneale” e risponde alla sigla tDCS, che si differenzia dalla comune e barbara pratica dell’elettroshock solo per il fatto che gli stimoli elettrici sono di minore intensità è più localizzati. In altre parole, invece di “friggere” il cervello come fa la tristemente nota terapia elettro-convulsiva, la Thync ci permetterà di autoinfliggerci piccole scariche elettriche per sentirci meglio on-demand.

Ho già voglia di porporre a Goldwasser uno slogan: “Dopo alcol, tabacco e coca, friggiti con Thync!”

Stronzate a parte….

Nonostante la maggior parte dei neuroscienziati si stiano concentrando sugli aspetti terapeutici della pratica della tDSC, Goldwasser con il progetto Thync ha l’obiettivo di creare un dispositivo tascabile che funzioni a mo’ di droga, che ci permetta di cambiare il nostro stato d’animo, scegliendo il tipo di stimolo elettrico a cui sottoporre il nostro cervello.

thyncIl progetto Thync è nato nel 2011, quando Goldwasser s’interesso agli studi del neuroscienziato Jamie Tyler, professore della Arizona State University, famoso per le sue ricerche nell’uso degli ultrasuoni per modificare l’attività cerebrale delle persone. In seguito all’incontro, nacque l’idea di sviluppare un prodotto commercializzabile su scala mondiale.

Dopo un anno d’utilizzo delle tecniche con ultrasuoni di Tyler, la Thync è venuta a conoscenza degli studi condotti presso la base delle forze aeree di Wright-Patterson, a Dayton, dove si studia come migliorare le capacità cognitive dei piloti attraverso l’uso della stimolazione elettrica. Considerata la maggior sicurezza e velocità con cui operano gli stimoli elettrici sul cervello, Goldwasser decise di cambiare ed utilizzare ora la stimolazione elettrica per il proprio progetto.

Da allora, l’azienda sta lavorando per ridurre la dimensione degli elettrodi e sviluppare i propri algoritmi, al fine di produrre un dispositivo tascabile ed user-friendly, che sia in grando di fornirci, come dice lo stesso Goldwassere “un’affidabile e confortevole esperienza”.

Il primo vero passo verso l’era del transumanesimo si chiama Thync e presto lo troverete nei negozi d’elettronica. Siete pronti a diventare tutti degli androidi? O semplicemente ancora più rincoglioniti?

Il progetto è ancora abbastanza sconosciuto, basta vedere le visualizzazioni dei video di Thync su Youtube per capire che in pochi sanno cosa bolle in pentola.

Potremo modificare a piacimento lo stato d’animo facendoci da soli dei piccoli elettroshock… cosa ve ne pare? La scienza fa sempre passi in avanti no? Il problema è la direzione, come sempre.

D’altra parte, tutti vorranno avere in mano un aggeggio “legale” che gli faccia cambiare umore con un click, questa è la triste verità e la peggiore delle notizie.

Matteo Vitiello

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Peter Brabeck, Nestlé: l’acqua non è un diritto delle persone e va privatizzata [INTERVISTA] http://buenobuonogood.com/6302/peter-brabeck-nestle-lacqua-non-e-un-diritto-delle-persone-e-va-privatizzata-intervista/ http://buenobuonogood.com/6302/peter-brabeck-nestle-lacqua-non-e-un-diritto-delle-persone-e-va-privatizzata-intervista/#respond Thu, 17 Sep 2015 21:48:00 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=6302 021212waterEbbene sì, l’acqua sarà presto privatizzata e qualsiasi forma d’approvigionamento d’oro blu da parte di privati cittadini, sarà punita e si dovranno fare i conti con una legislazione creata ad hoc per e dalle multinazionali (leggi a tal proposito anche l’articolo sul Trattato Transatlantico TTIP), che vogliono comprarsi e spartirsi tutte le risorse, del pianeta, l’acqua in primis.

Certo è un cammino ancora largo ma non poi così tanto. Basta dare un’occhiata al report del 2030Water Resources Group, il comitato che sta lavorando per togliere all’acqua l’attuale status di bene pubblico (di cui fa parte anche il nostrano Massimo Potenza, amministratore delegato del Gruppo Barilla), per capire che il cammino verso un regime di schiavitù e controllo legato alla privatizzazione è ben delineato e gli obiettivi delle multinazionali ben chiari.

Da un lato l’esaurimento del petrolio e dall’altro l’aumento della popolazione mondiale, avevano fatto suonare l’allarme nella casa dei magnati del commercio internazionale e degli economisti già diversi anni fa. Così cominciarono a parlarne durante i loro forum, partorendo idee tipo “l’acqua non è un bene pubblico” e “è un vantaggio privatizzare le fonti d’acqua di tutto il pianeta”. Concetti difesi, tra i tanti, da Peter Brabeck, patron di una delle più grandi multinazionali legate al commercio di alimenti e, ovviamento, all’acqua: la Nestlé.

Il grande capo della Nestlé, nell’intervista che ho pubblicato di seguito, è addirittura riuscito a dire un mucchio di bestialità, senza, ovviamente, vergogna:

“la gente d’oggi pensa che tutto quello che viene dalla natura sia buono […] un buon esempio è il movimento bio, secondo il quale il cibo organico è ora il meglio. No, il cibo organico non è il meglio. Dopo aver mangiato per 15 anni cibo geneticamente modificato, ad oggi, negli Stati Uniti non c’è stata nessun consumatore che si è ammalato per aver mangiato questi alimenti. E nonostante tutto ciò, ci sono ancora tante contrarietà all’adozione di tali politiche alimentarie in Europa, per paura che ci accada qualcosa. È pura ipocrisia, più d’ogni altra cosa”.

Sì, sì ragazzi, ha avuto coraggio di dire che nessun americano si è ammalato mangiando cibo geneticamente modificato e che l’alimentazione organica è pura ipocrisia. Se non bastasse, Brabeck si supera quando dichiara:

“in merito alla questione della privatizzazione dell’acqua ci sono due posizioni: la posizione delle Ong, che difinisco come estrema, secondo cui l’acqua è un bene pubblico e per cui ogni persona del pianeta, in qualità d’essere umano, ha diritto all’acqua. Dall’altra parte c’è la posizione che considera l’acqua come un bene di consumo in più e per tal ragione deve avere un valore di mercato. Io personalmente credo sia meglio dare all’acqua un valore di mercato, così sapremo tutti che ha un prezzo”.

Di seguito, potete ascoltare l’intervista (con sottotitoli in inglese) a Brabeck che, sinceramente, mi ha lasciato a bocca aperta, totalmete scandalizzato dalle parole e dai ragionamenti assurdi di questa persona, convinta che la privatizzazione di un bene pubblico quale l’acqua sia addirittura un dovere, oltre che un diritto legittimo delle multinazionali “impegnate” a trovare soluzioni all’attuale e futura crisi legata all’approvigionamento delle risorse naturali, “una soluzione ai problemi del mondo” – come ha il coraggio d’insinuare Brabeck. Questa chiamata alla responsabilità sociale, così palesemente ipocrita, esce proprio dalla bocca di uno dei fautori della devastazione di mezzo pianeta, che attraverso la propia multinazionale Nestlé ha sfruttato le risorse naturali, ha calpestato i diritti dei lavoratori e ci ha avvelenato con i propri prodotti.

water_privatization“Privatizzare è una responsabilità delle imprese” continua vaneggiando Brabeck, per poi cercare consenso con l’aiuto del classico discorso da buon samaritano “siamo nella posizione di creare posti di lavoro […]” bla bla bla, bla bla bla…

Insomma, tutti i progressi che si potrebbero mettere in atto, ad esempio portando gratuitamente l’acqua dove non c’è, non sono nemmeno considerati, anzi, il pensare all’acqua come un diritto d’ogni cittadino è ormai deriso da parte di chi la pensa come Brabeck e tra poco sarà, senza più ridere, considerato un crimine.

Non sto esagerando, pensate solo che in molti paesi è già stata proibita la raccolta d’acqua piovana da parte dei cittadini, pena multe esorbitanti. Negli Stati Uniti diverse persone sono state condannate per raccogliere acqua piovana e poi utilizzarla, previa depurazione, per uso domestico. Scandaloso, sì ma, purtroppo, realtà.

Il grande capo della Nestlé si giustifica dicendo che “quello che ci fornisce la natura non è tutto buono” ed “è necessaria una regolamentazione”, da leggere, ovviamente come privatizzazione.

Tra pochi anni potrete essere multati per bere acqua da una fontana pubblica e, tra altrettanti anni, non ce ne saranno proprio più di fonti pubbliche, dovremo pagare a Nestlé o Barilla o chichessia una quota, per usufruire di tale “servizio”.

Le persone come Brabeck, a base di opportunismo, ipocrisia e strategie di persuasione di massa, continuano a fare i loro sporchi affari e decidere in sede privata il destino di ciò che è patrimonio pubblico, cercando la maniera più “efficace” di privarci dei nostri diritti.

Il processo di privatizzazione dell’acqua è allarmante e, se siete ancora degli inguaribili ottimisti, vedrete che è solo questione di tempo, cercheranno di convincerci tutti che la “loro acqua” è l’unica salubre, si autoproclameranno beneffattori dell’umanità, ci venderanno “acqua purificata” e ci vieteranno di raccogliere, bere, distribuire o consumare acqua “in proprio”, perché considerata una pratica pericolosa e contraria alle leggi.

A tutto il team di criminali del Water Resourcers Group do ragione su una cosa: come ha avuto il coraggio e l’ignoranza di affermare Peter Brabeck, non tutto quello che ci fornisce la natura è buono… infatti, anch’io sono dell’opinione che il giorno in cui questa persona e tutti i membri di tale congrega di magnacci sono nati, madrenatura ci ha fatto vedere come le sia possibile partotire il peggio del peggio.

Vi lascio alla breve intervista, da cui ho tratto le dichiarazioni di Brabeck, seguita da una seconda, un po’ più lunga. Vi prego, ascoltate con attenzione cosa è capace di dire questa persona e, se avete cervello, impegnatevi a boicottare la Nestlé.

Matteo Vitiello

Leggi anche:

Pericolo TTIP: il Trattato Transatlantico che permette alle multinazionali di farsi le leggi ad hoc

 


Siti d’interesse:

CRAP – COORDINAMENTO ROMANO ACQUA PUBBLICA

ACQUA BENE COMUNE

WATER FOR ALL 

Salvare l'acqua. Contro la privatizzazione dell'acqua in Italia Salvare l'acqua. Contro la privatizzazione dell'acqua in Italia Acqua sporca. Il gorgo nero delle privatizzazioni Acqua sporca. Il gorgo nero delle privatizzazioni Privati dell'acqua? Tra bene comune e mercato Privati dell'acqua? Tra bene comune e mercato Nestlè non ama i bebè. Latte in polvere o polvere letale? Nestlè non ama i bebè. Latte in polvere o polvere letale? ]]>
http://buenobuonogood.com/6302/peter-brabeck-nestle-lacqua-non-e-un-diritto-delle-persone-e-va-privatizzata-intervista/feed/ 0
Bilderberg 2015: partecipanti e agenda http://buenobuonogood.com/6996/bilderberg-2015-lista-partecipanti-e-temi-in-agenda/ http://buenobuonogood.com/6996/bilderberg-2015-lista-partecipanti-e-temi-in-agenda/#respond Tue, 09 Jun 2015 10:22:59 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=6996 Anche quest’anno i magnacci di tutto il mondo si riuniscono al classico Bilderberg, incontro annuale che ormai non ha quasi più niente di segreto… a parte i contenuti discussi dai portavoce politici ed economici delle più potenti nazioni del mondo, che quest’anno si riuniscono dall’11 al 14 Giugno in Austria, nell’hotel Interalpen Hotel Tyrol della cittadina tirolese di Telfs-Buchen.

La cortina di ferra intorno al luogo della riunione è già stata innalzata per un raggio di vari chilometri. Impossibile avvicinarsi a quella che dovrebbe essere una riunione aperta al pubblico ed alla stampa indipendente, perché è di tutti (di chiunque lo voglia esercitare, quantomeno) il diritto a dire la propria opinione ed esporre le proprie motivazioni in una riunione in cui si decidono strategie e modus operandi su temi che riguardano l’economia, lo sviluppo e le politiche sociali ed economiche di tutto il mondo.

Invece… i rappresentanti politici che intervengono non ci rappresentano più, i giornalisti chiamati a parteciparvi sono dei semplici scribacchini ed esegui-ordini che dovranno influenzare l’opinione pubblica sulla falsa linea del “keep calm, eat, work and sleep” ed infine gli amministratori delegati delle aziende possono discutere in pace e tranquillità su temi di diritto internazionale e sociale che riguardano tutti noi cittadini in prima persona ma su cui non siamo chiamati ad opinare. Al Bilderberg si parla di:

– come procedere lungo la linea della privatizzazione dell’acqua

– come controllare la crescita della popolazione

– come gestire il mercato delle malattie e dei farmaci

– come espandere in tutto il mondo l’ogm sotto il lemma “l’ogm è il futuro ed è buono”

– come controllare internet e la diffusione delle notizie

– come intrattenere e persuadere le persone (i consumatori)

– come gestire il denaro pubblico per renderlo privato senza infrangere la legge

– come creare nuove leggi ad hoc (vedi sviluppo TTIP) per le multinazionali

– come depauperare la carta dei diritti fondamentali dell’uomo per fare del lavoratore uno schiavo, dolcemente, senza la frusta ma persuadendo con concetti che fanno leva sul “sacrificio in tempi di crisi”.

– come proseguire con lo sviluppo della cibernetica e dell’intelligenza artificiale (eventuali discussioni aperte sul transumanesimo)

– come privatizzare il privatizzabile e trarne profitto

– come mantenere controllato il comportamento degli schiavi

– varie ed eventuali

080615bilderbergRipubblico ancora una volta gli obiettivi del Club Bilderberg di lungo periodo e la lista dei partecipanti di quest’anno, con la speranza che più di uno di voi, non solo apra gli occhi (che se ce li avete ancora chiusi, state freschi) ma viva ed attui, giorno dopo giorno, nel propio piccolo, ricordando che siamo in lotta con coloro che pensano che le decisioni si possano prendere a porte chiuse in un hotel sei stelle, tra risate e sollazzi vari. Mentre il mondo, le persone, quelle vere, muoiono di fame, di rabbia e si consumano nella tristezza di una realtà che è stata disegnata da questi signori per essere tutto il contrario di quella che è in verità ossia bella, semplice e felice.

I magnati del Bilderberg che, occhio (!), non sono i partecipanti stessi ma coloro che vengono a dare le direttive ai partecipanti, il nocciolo del Bilderberg, questo sì, ancora segretissimo, ovvero le famiglie:

Whitney, Wandsworth, Perkins, Gilman, Stimson, Payne, Taft, Davison, Rockefelle, Pillsbury, Lord, Sloane, Bundy, Wayerhaeuser, Phelps, Harriman, Rothschild

L’ordine del giorno, anno dopo anno, le direttive date a politici, economisti, impresari e giornalisti chiamati al Bilderberg dai loro “capi”, seguono questi obiettivi:

1.      Creazione  di un’unica identità internazionale, controllo centralizzato di tutte le politiche, espansione della NATO e la creazione di un unico esercito: depauperare della propria sovranità ogni singolo Stato, per creare un’unica “grande impresa”, un unico governo mondiale fondato sul denaro ed il mantenimento di uno status di “padrone-schiavi”

2.    Stabilire un controllo centralizzato della popolazione



3.    Realizzare una società a crescita zero

4.   Mantenere uno stato di disequilibrio perpetuo 

5.    Garantire un controllo centralizzato dell’educazione: qui rientra non solo la rilettura   della storia da parte dei diretti interessti ma anche la fondamentale funzione di lavatrice del cervello svolta dalla televisione, dai giornali e da tutti i mezzi di comunicazione principali

6. Crazione di un blocco commerciale occidentale: il  Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP)

10. Crazione di un sistema giuridico unico

11. Mantenere uno stato di benessere socialista (Panem et Circenses per chi non si ribella)

Ricordate che non è più tempo di giocare al segreto/non segreto del Bilderberg, è tutto alla luce del sole, è la strategia più efficace, farla sotto il naso di tutti, un gioco da prestigiatori ed illusionisti.

Questi signori campano sul fatto che sanno che siamo o ci comportiamo, per loro è più che sufficiente, tutti da scemi, belli educati e diligenti….

Un mondo migliore sarà un mondo dove potranno regnare solo la pace e l’amore, nient’altro eppure è tutto qua, semplice semplice.

Matteo Vitiello

BILDERBERG 2015 attendees  
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NAMEWHOISNATION
Castries, Henri deChairman and CEO, AXA GroupFRA
Achleitner, Paul M.Chairman of the Supervisory Board, Deutsche Bank AGDEU
Agius, MarcusNon-Executive Chairman, PA Consulting GroupGBR
Ahrenkiel, ThomasDirector, Danish Intelligence Service (DDIS)DNK
Allen, John R.Special Presidential Envoy for the Global Coalition to Counter ISIL, US Department of StateUSA
Altman, Roger C.Executive Chairman, EvercoreUSA
Applebaum, AnneDirector of Transitions Forum, Legatum InstitutePOL
Apunen, MattiDirector, Finnish Business and Policy Forum EVAFIN
Baird, ZoëCEO and President, Markle FoundationUSA
Balls, Edward M.Former Shadow Chancellor of the ExchequerGBR
Balsemão, Francisco PintoChairman, Impresa SGPSPRT
Barroso, José M. DurãoFormer President of the European CommissionPRT
Baverez, NicolasPartner, Gibson, Dunn & Crutcher LLPFRA
Benko, RenéFounder, SIGNA Holding GmbHAUT
Bernabè, FrancoChairman, FB Group SRLITA
Beurden, Ben vanCEO, Royal Dutch Shell plcNLD
Bigorgne, LaurentDirector, Institut MontaigneFRA
Boone, LaurenceSpecial Adviser on Financial and Economic Affairs to the PresidentFRA
Botín, Ana P.Chairman, Banco SantanderESP
Brandtzæg, Svein RichardPresident and CEO, Norsk Hydro ASANOR
Bronner, OscarPublisher, Standard VerlagsgesellschaftAUT
Burns, WilliamPresident, Carnegie Endowment for International PeaceUSA
Calvar, PatrickDirector General, DGSIFRA
Castries, Henri deChairman, Bilderberg Meetings; Chairman and CEO, AXA GroupFRA
Cebrián, Juan LuisExecutive Chairman, Grupo PRISAESP
Clark, W. EdmundRetired Executive, TD Bank GroupCAN
Coeuré, BenoîtMember of the Executive Board, European Central BankINT
Coyne, AndrewEditor, Editorials and Comment, National PostCAN
Damberg, Mikael L.Minister for Enterprise and InnovationSWE
De Gucht, KarelFormer EU Trade Commissioner, State MinisterBEL
Dijsselbloem, JeroenMinister of FinanceNLD
Donilon, Thomas E.Former U.S. National Security Advisor; Partner and Vice Chair, O’Melveny & Myers LLPUSA
Döpfner, MathiasCEO, Axel Springer SEDEU
Dowling, AnnPresident, Royal Academy of EngineeringGBR
Dugan, ReginaVice President for Engineering, Advanced Technology and Projects, GoogleUSA
Eilertsen, TrinePolitical Editor, AftenpostenNOR
Eldrup, MereteCEO, TV 2 Danmark A/SDNK
Elkann, JohnChairman and CEO, EXOR; Chairman, Fiat Chrysler AutomobilesITA
Enders, ThomasCEO, Airbus GroupDEU
Erdoes, MaryCEO, JP Morgan Asset ManagementUSA
Fairhead, RonaChairman, BBC TrustGBR
Federspiel, UlrikExecutive Vice President, Haldor Topsøe A/SDNK
Feldstein, Martin S.President Emeritus, NBER;  Professor of Economics, Harvard UniversityUSA
Ferguson, NiallProfessor of History, Harvard University, Gunzberg Center for European StudiesUSA
Fischer, HeinzFederal PresidentAUT
Flint, Douglas J.Group Chairman, HSBC Holdings plcGBR
Franz, ChristophChairman of the Board, F. Hoffmann-La Roche LtdCHE
Fresco, Louise O.President and Chairman Executive Board, Wageningen University and Research CentreNLD
Griffin, KennethFounder and CEO, Citadel Investment Group, LLCUSA
Gruber, LilliExecutive Editor and Anchor “Otto e mezzo”, La7 TVITA
Guriev, SergeiProfessor of Economics, Sciences PoRUS
Gürkaynak, GönençManaging Partner, ELIG Law FirmTUR
Gusenbauer, AlfredFormer Chancellor of the Republic of AustriaAUT
Halberstadt, VictorProfessor of Economics, Leiden UniversityNLD
Hampel, ErichChairman, UniCredit Bank Austria AGAUT
Hassabis, DemisVice President of Engineering, Google DeepMindGBR
Hesoun, WolfgangCEO, Siemens AustriaAUT
Hildebrand, PhilippVice Chairman, BlackRock Inc.CHE
Hoffman, ReidCo-Founder and Executive Chairman, LinkedInUSA
Ischinger, WolfgangChairman, Munich Security ConferenceINT
Jacobs, Kenneth M.Chairman and CEO, LazardUSA
Jäkel, JuliaCEO, Gruner + JahrDEU
Johnson, James A.Chairman, Johnson Capital PartnersUSA
Juppé, AlainMayor of Bordeaux, Former Prime MinisterFRA
Kaeser, JoePresident and CEO, Siemens AGDEU
Karp, AlexCEO, Palantir TechnologiesUSA
Kepel, GillesUniversity Professor, Sciences PoFRA
Kerr, JohnDeputy Chairman, Scottish PowerGBR
Kesici, IlhanMP, Turkish ParliamentTUR
Kissinger, Henry A.Chairman, Kissinger Associates, Inc.USA
Kleinfeld, KlausChairman and CEO, AlcoaUSA
Knot, Klaas H.W.President, De Nederlandsche BankNLD
Koç, Mustafa V.Chairman, Koç Holding A.S.TUR
Kogler, KonradDirector General, Directorate General for Public SecurityAUT
Kravis, Henry R.Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.USA
Kravis, Marie-JoséeSenior Fellow and Vice Chair, Hudson InstituteUSA
Kudelski, AndréChairman and CEO, Kudelski GroupCHE
Lauk, KurtPresident, Globe Capital PartnersDEU
Lemne, CarolaCEO, The Confederation of Swedish EnterpriseSWE
Levey, StuartChief Legal Officer, HSBC Holdings plcUSA
Leyen, Ursula von derMinister of DefenceDEU
Leysen, ThomasChairman of the Board of Directors, KBC GroupBEL
Maher, ShirazSenior Research Fellow, ICSR, King’s College LondonGBR
Markus Lassen, ChristinaHead of Department, Ministry of Foreign Affairs, Security Policy and StabilisationDNK
Mathews, Jessica T.Distinguished Fellow, Carnegie Endowment for International PeaceUSA
Mattis, JamesDistinguished Visiting Fellow, Hoover Institution, Stanford UniversityUSA
Maudet, PierreVice-President of the State Council, Department of Security, Police and the Economy of GenevaCHE
McKay, David I.President and CEO, Royal Bank of CanadaCAN
Mert, NurayColumnist, Professor of Political Science, Istanbul UniversityTUR
Messina, JimCEO, The Messina GroupUSA
Michel, CharlesPrime MinisterBEL
Micklethwait, JohnEditor-in-Chief, Bloomberg LPUSA
Minton Beddoes, ZannyEditor-in-Chief, The EconomistGBR
Monti, MarioSenator-for-life; President, Bocconi UniversityITA
Mörttinen, LeenaExecutive Director, The Finnish Family Firms AssociationFIN
Mundie, Craig J.Principal, Mundie & AssociatesUSA
Munroe-Blum, HeatherChairperson, Canada Pension Plan Investment BoardCAN
Netherlands, H.R.H. Princess Beatrix of theNLD
O’Leary, MichaelCEO, Ryanair PlcIRL
Osborne, GeorgeFirst Secretary of State and Chancellor of the ExchequerGBR
Özel, SoliColumnist, Haberturk Newspaper; Senior Lecturer, Kadir Has UniversityTUR
Papalexopoulos, DimitriGroup CEO, Titan Cement Co.GRC
Pégard, CatherinePresident, Public Establishment of the Palace, Museum and National Estate of VersaillesFRA
Perle, Richard N.Resident Fellow, American Enterprise InstituteUSA
Petraeus, David H.Chairman, KKR Global InstituteUSA
Pikrammenos, PanagiotisHonorary President of The Hellenic Council of StateGRC
Reisman, Heather M.Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc.CAN
Rocca, GianfeliceChairman, Techint GroupITA
Roiss, GerhardCEO, OMV AustriaAUT
Rubin, Robert E.Co Chair, Council on Foreign Relations; Former Secretary of the TreasuryUSA
Rutte, MarkPrime MinisterNLD
Sadjadpour, KarimSenior Associate, Carnegie Endowment for International PeaceUSA
Sánchez Pérez-Castejón, PedroLeader, Partido Socialista Obrero Español PSOEESP
Sawers, JohnChairman and Partner, Macro Advisory PartnersGBR
Sayek Böke, SelinVice President, Republican People’s PartyTUR
Schmidt, Eric E.Executive Chairman, Google Inc.USA
Scholten, RudolfCEO, Oesterreichische Kontrollbank AGAUT
Senard, Jean-DominiqueCEO, Michelin GroupFRA
Sevelda, KarlCEO, Raiffeisen Bank International AGAUT
Stoltenberg, JensSecretary General, NATOINT
Stubb, AlexanderPrime MinisterFIN
Suder, KatrinDeputy Minister of DefenseDEU
Sutherland, Peter D.UN Special Representative; Chairman, Goldman Sachs InternationalIRL
Svanberg, Carl-HenricChairman, BP plc; Chairman, AB VolvoSWE
Svarva, OlaugCEO, The Government Pension Fund NorwayNOR
Thiel, Peter A.President, Thiel CapitalUSA
Tsoukalis, LoukasPresident, Hellenic Foundation for European and Foreign PolicyGRC
Üzümcü, AhmetDirector-General, Organisation for the Prohibition of Chemical WeaponsINT
Vitorino, António M.Partner, Cuetrecasas, Concalves Pereira, RLPRT
Wallenberg, JacobChairman, Investor ABSWE
Weber, VinPartner, Mercury LLCUSA
Wolf, Martin H.Chief Economics Commentator, The Financial TimesGBR
Wolfensohn, James D.Chairman and CEO, Wolfensohn and CompanyUSA
Zoellick, Robert B.Chairman, Board of International Advisors, The Goldman Sachs GroupUSA

scarica excel: BILDERBERG 2015 ATTENDEES LIST

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Libertà di stampa 2015. Italia 65ª, tra le peggiori “partly free” http://buenobuonogood.com/6971/liberta-di-stampa-2015-italia-65a-tra-le-peggiori-partly-free/ http://buenobuonogood.com/6971/liberta-di-stampa-2015-italia-65a-tra-le-peggiori-partly-free/#comments Fri, 01 May 2015 15:16:35 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=6971 Oggi più che mai, si vede che lo sviluppo economico, la riforma istituzionale ed il rispetto dei diritti fondamentali non necessariamente vanno di pari passo.

La difesa della libertà dei mass media continua ad essere una battaglia, una battaglia di vigilanza nelle democrazie della vecchia Europa ed una battaglia contro l’oppressione e l’ingiustizia nei regimi totalitari ancora sparsi per il globo. Dobbiamo rendere omaggio agli attivisti dei diritti umani, giornalisti e blogger di tutto il mondo che coraggiosamente difendono il diritto di parola.

È inquietante vedere come molti paesi membri dell’Unione Europea occupino posizioni bassissime nella classifica (Italia, ndr.). Se non si marcia insieme, l’Unione Europea rischia di perdere la sua posizione di leader mondiale nel rispetto dei diritti umani. Se ciò dovesse accadere, come potrebbe essere convincente quando chiede ai regimi autoritari miglioramenti nel rispetto dei diritti umani? C’è bisogno urgente per i Paesi Europei di recuperare un comportamento esemplare.

[Christophe Deloire, segretario generale di Reporters Sans Frontières]

L’Italia è alla 65ª posizione

I principali problemi dell’informazione in Italia:

  • violazioni della tutela delle fonti dei giornalisti
  • continua concentrazione della proprietà dei media
  • dimostrazioni di disprezzo e di impazienza da parte di esponenti governativi nei confronti dei giornalisti e del loro lavoro
  • convocazioni giudiziarie

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iOptik, le lenti a contatto con realtà aumentata per “vederci meglio” http://buenobuonogood.com/4648/ioptik-le-lenti-a-contatto-con-realta-aumentata-per-vederci-meglio/ http://buenobuonogood.com/4648/ioptik-le-lenti-a-contatto-con-realta-aumentata-per-vederci-meglio/#comments Tue, 20 Jan 2015 18:07:39 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=4648 Il cammino verso la realizzazione del sogno transumanista è inesorabile. Ci attende un futuro da übermensch, da superuomini mezzi cyborg o da semplici superincoglioniti? Come sempre, la differenza è marcata dall’uso che si fa di queste tecnologie. Ad oggi, non lo chiamerei neppure uso ma dipendenza ossessivo-compulsiva. Basta scendere per strada e camminare per il centro, per rendersi conto che si contano sulle dita di una mano le persone che non sono chine sul cellulare o che non ce l’hanno sempre in mano. È tristemente ridicolo, purtroppo, che tecnologie con potenziali grandissimi siano uno strumento che, principalmente, distrae. Comunque, che ognuno si diverta a suo modo, in fin dei conti è l’era dell’intrattenimento: quanto più intrattenuti, meno rompiscatole, un vecchio trucco dei capi.

ioptikUna delle più importanti novità in questo ambito, è stata presentata al Ces 2014 (Las Vegas, 7-10 Gennaio) , e si chiama iOptik (si, lo so, è ormai una mania mettere la “i” davanti a tutte ‘ste diavolerie tecnologiche, è la strategia di mktg per farti sentire importante e dirti che è tutto costruito “intorno a te” e “per te”, “I” è appunto io in inglese, ndr): le lenti a contatto con la realtà aumentata.

In fase di sviluppo già da qualche anno ed ora nella fase finale di perfezionamento (il prossimo passo sarà passare i test della Food and Drug Administration, ndr), le lenti di Terminator saranno disponibili a fine anno o inizi 2015 per il grande gregge, ehm pubblico. Proprio come lo Schwarzenegger-robot, indossando queste lenti, che attuano come un binocolo digitale, potremo elevare alla potenza le nostre capacità visive e ci permetteranno di identificare ed ingrandire gli oggetti a distanza.

ioptik3Non solo, indossando anche i relativi occhiali, avremo di fronte ai nostri occhi un vero e proprio schermo di realtà aumentata e praticamente “qualsiasi cosa funzioni sul vostro smartphone, potrebbe funzionare sui vostri occhiali”, come ha dichiarato Stephen Willey, amministratore delegato dell’azienda che ha sviluppato le iOptik, la Innovega.

In altre parole, le lenti e gli occhiali ci permetteranno di completare ed integrare la visione della realtà, “aumentandola” con informazioni provenienti da Internet o da altri dispositivi, che si potranno collegare.

La differenza principale con i classici Google Glass, a parte la tecnologia più potente, è la struttura stessa degli occhiali, non più un aggeggio scomodo e brutto da indossare, come il prototipo googleliano ma dei veri e propri occhiali da sole, stile Ray Ban.

Matteo Vitiello

“Una tecnologia come questa – continua Willey – finirà per sostituire lo smartphone. I vetri sono sottili e dotati di microproiettori che imitano la tecnologia IMAX, fornendo a chi li indossa una visione sicura e chiara dell’ambiente che li circonda. Diverse aziende sviluppano hardware da adattare agli occhiali smart, come Google Glass, ad esempio, noi invece vogliamo migliorare la vista per tutti, attraverso un paio di lenti a contatto e, per chi desidera, aumentarla con le informazioni della rete attraverso gli occhialini. […] i Google Glass offrono una visione paragonabile a quella di uno smartphone posto a 60cm di distanza dagli occhi, mentre le lenti iOptik garantiscono una risoluzione d’alta definizione, sei volte maggiore ed aumentano di venti volte l’area visiva”.

 

 

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Charlie… saper ridere di sè è la chiave del saper vivere in comunità http://buenobuonogood.com/6883/je-suis-charlie-perche-saper-ridere-di-se-e-la-chiave-del-saper-vivere-in-comunita/ http://buenobuonogood.com/6883/je-suis-charlie-perche-saper-ridere-di-se-e-la-chiave-del-saper-vivere-in-comunita/#respond Fri, 09 Jan 2015 15:09:17 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=6883 o-OVERWHELMED-570Solo due righe perché questa gentaglia non merita niente.

L’ignoranza degli assassini non conosce religione.

Viva la satira! Chi non è capace di riderci su, qualsiasi sia l’argomento, è un mezzo-uomo, un bambino capriccioso con la testa vuota e le mani piene di armi.

Il pianeta Terra vuole essere un luogo di pace e amore, questa gentaglia è il tumore maligno che non sa vivere in comunità.

L’unica cosa di intoccabile è la vita umana, tutto il resto, profeti inclusi, sono quisquiglie.

Saper ridere di tutto, ed innanzitutto si se stessi, è la chiave del saper vivere, chiave che certa gente non ha saputo trovare mai e mai troverà, viste le dichiarazioni che fanno e lo stile di vita in cui credono.

Gente succube della propria ignoranza. Gente incapace di vivere una sola giornata tranquilla, senza pensare a ideologie, religione e guerre. Gente incapace di fare una semplice passeggiata ed ammirare in silenzio che meraviglia è questo pianeta. Gente incapace di pensare da sè, senza tirare in ballo religione, profeti e controprofeti. Gente incapace di andare a prendere un caffé con un amico e parlare di stronzate, tanto per passare il tempo. Gente incapace di vivere tra la gente. Gente incapace.

Fino a che non impareranno a ridere di se stessi, saranno sempre e solo degli inetti, convinti di aver sempre un profeta al propio lato ed un nemico cattivo da combattere.

La trieste realtà, invece, è che hanno solo la miseria apportatagli dall’ignoranza in cui da sempre sguazzano, come tristi pesci rossi in una boccia di cristallo.

Matteo Vitiello

Je Suis Charlie

Louis Smith’s mockery of Islam was neither clever nor funny. But his suspension for it is outr... binged.it/2fDnZFx #JeSuisCharlie

charlie dia seguente

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Tutto il sottosuolo della Basilicata è inzuppato di petrolio [VIDEO] http://buenobuonogood.com/6741/tutto-il-sottosulo-della-basilicata-e-inzuppato-di-petrolio-video/ http://buenobuonogood.com/6741/tutto-il-sottosulo-della-basilicata-e-inzuppato-di-petrolio-video/#comments Sun, 26 Oct 2014 21:51:34 +0000 http://buenobuonogood.com/?p=6741

Il petrolio è un bene pubblico e spetterebbe a tutti noi cittadini italiani il diritto di decidere se permettere alle aziende petrolifere di trivellare o meno. Però, visto che nessuno c’interpella e considerato che lo Stato ci rappresenta sempre meno, è doveroso fare luce sulle azioni intraprese dalla lobby petrolifera italiana, sempre attenta a stare all’ombra dei riflettori e soprattutto sempre innocente quando la si accusa.

L’Italia è una meta ambita da tutti i mercenari europei del petrolio, perché per trivellare in Italia non si deve pagare quasi nessuna royalties.

Ne ho parlato nell’articolo:

Nero d’Italia. Come il petrolio di Eni sta uccidendo la Basilicata e avvelenandoci tutti

In questo video, Giuseppe Di Bello, tenente della Polizia Provinciale e Presidente di “Liberiamo la Basilicata“, da anni in prima linea nella lotta contro l’inquinamento della Basilicata da parte delle compagnie petrolifere, mostra gli effetti dell’estrazione e della reiniezione del petrolio vicino all’invaso del Pertusillo.

Eni e soci hanno distrutto tutto il sottosuolo di un’intera regione, queste ne sono le prove.

Matteo Vitiello

[foto: Michele Lapini]

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