Artemisia ed artemisina contro i tumori. Un’altra pianta che cura meglio delle medicine

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artemisiaSul fatto che la natura ci fornisce già tutto quello di cui abbiamo bisogno non  c’è dubbio. La questione è saper scovare ed imparare ad utilizzare nel modo giusto tutto ciò che già cresce sul nostro pianeta.

Parliamo di piante medicinali. Ogni pianta ha il suo perché ed è utile a qualcosa.

Innanzitutto, una  nota: questo non vuole essere l’ennesimo articolo pseudoscientifico, che tanto piace criticare a coloro che si scagliano contro qualsiasi forma di medicina alternativa. Non voglio utilizzare titoli palesemente esagerati, che già troverete in quantità sul tema: il sensazionalismo è l’ingrediente basico per tanti creatori di contenuti di internet, perché permette di attirare rapidamente l’attenzione dell’internauta. Qua parlo di fatti, magari aiutando anche ai più restii e scettici a far conoscere la realtà. Se poi non v’interessa, affari vostri.

Cominciamo. Non esiste una pianta che ti cura in due giorni. È necessario conoscere la natura delle piante medicinali, almeno le più importanti, ed il modo in cui ci possono aiutare. Chi sa, deve poi impegnarsi a far arrivare le informazioni al maggior numero di persone possibile, almeno per fornire le basi per un’indagine approfondita.

Detto questo, vorrei spendere due parole sulle qualità dell’Artemisia Annua. Per coloro che non lo sapessero, l’Artemisia è una pianta originaria della Cina, utilizzata durante secoli come antisettico ed antibatterico e, dal secolo scorso, principale ingrediente dei farmaci antimalarici.

Questo 2014 è stato l’anno in cui le ricerche sull’Artemisia hanno ottenuto dei risultati molto interessanti riguardo le proprietà antitumorali dell’artemisina, il principio attivo di questa pianta.

Passiamo ai fatti. Di seguito pubblico tre delle ultime ricerche condotte tra Febbraio e Luglio 2014, che hanno dimostrato come l’artemisina abbia la capacità di inibire la crescita delle cellule cancerogene. Le ricerche in questione trattano, nella fattispecie, il neuroblastoma ed il cancro gastrico [fonte: US National Library of MedicineNational Institutes of Health].

Artemisinin inhibits neuroblastoma proliferation through activation of AHP-activated protein kinase (AMPK) signalingartemisina (1)
Artemisinin inhibits gastric cancer cell proliferation through upregulation of p53
Synergic effects of artemisinin and resveratrol in cancer cells

I risultati ottenuti da questi ricercatori non mi sorprendono. Ora, partendo dalla scoperta delle proprietà antitumorali dell’Artemisia, permettetemi una riflessione di più ampio respiro.

Il cancro, in tutte le sue maledette varianti, sta uccidendo la metà della popolazione mondiale, è quindi importante comprenderne la genesi.

Parliamo di medicina aprendo però un po’ più la testa del solito. Parliamo di medicina olistica, che, fondamentalmente, studia le proprietà di autoguarigione dell’organismo. Considerando questo assioma, la medicina olistica ci fa capire che lo sviluppo di una malattia, di cui un cancro ne è la peggiore manifestazione, non è nient’altro che il risultato dello stile di vita di una persona, è l’espressione della somma di tutto ciò che di sbagliato è stato fatto, bevuto e mangiato e dei fattori esogeni nocivi in cui siamo immersi e con cui veniamo in contatto.

Oggigiorno non siamo capaci di debellare totalmete un cancro perché, innanzitutto, non lo conosciamo e perché la maggior parte dei farmaci che vengono prescritti per il trattamento non sono del tutto adeguati.

L’industria farmaceutica ci offre medicine, la cui funzione non è nient’altro quella d’attaccare, come un toro infuriato, le cellule maligne, nel tentativo di distruggerle: il risultato che si ottiene, invece, è quasi sempre la devastazione degli organi, accompagnata dall’annichilamento fisico e psichico del paziente. Un po’ come far esplodere una bomba atomica dentro il nostro corpo per cercare d’eliminare il problema.

Aggiungendo il fatto che i farmaci sono a pagamento, non resta altro da dire: la nostra salute non sta molto a cuore all’industria farmaceutica, a cui interessa molto di più quanto si può lucrare su ogni singolo malato. La medicina d’oggi sarebbe meglio chiamarla business della malattia.

In quest’ambito la medicina olistica è una risposta già più sensata anche se non sono tutti d’accordo. Le cure naturali continuano ad essere additate come moderna stregoneria e specchio per le allodole. Questa condizione è, invece, solo il frutto della nostra ignoranza e dell’ipocrisia dell’industria farmaceutica. Due fattori che, uniti, generano quello che è il vero cancro della società moderna.

olisticaNon sto dicendo che bevendo un infuso di Artemisia o sgranocchiandone le radici potrete curare il cancro. È necessario conoscere le proprietà, scoprire e studiare approfonditamente le qualità di tutte le erbe medicinali che crescono sulla Terra e diffondere i risultati delle ricerche, fornendo gratuitamente le cure che ne derivano.

Questo modus operandi unito ad un’educazione alla responsabilizzazione e ad una coscientizzazione del proprio corpo e del proprio essere (concetti ancora troppo sottovalutati dalla nostra società), aiuterebbero molto di più alla lotta contro il cancro, che qualsiasi terribile mix di medicinali.

I soldi, chiaramente, fuori. Nella costruzione di una coscienza collettiva e nel processo d’evoluzione umana che ne deriva, i soldi sono un semplice ostacolo messo là per creare conflitti, quindi, malattie.

In fondo è una guerra tra noi e chi vuole arricchirsi  facendoci ammalare e poi illudendoci di poter curare la malattia. Essere coscienti di questo, è il primo passo per capire che possiamo cercare d’evitare l’insorgere della malattia, prima che curarla.

I tre test che ho riportato sopra hanno dato risultati positivi riguardo agli studi sull’artimisina, che è stato dimostrato essere capace di inibire la proliferazione delle cellule cancerogene, uccidendo, in altre parole, le radici della malattia. È una buona notizia.

Dicevo nell’introduzione di quest’articolo: la natura ci fornisce già tutto quello di cui abbiamo bisogno, la questione è saper scovarlo ed imparare ad utilizzarlo nel modo giusto. Di pari passo, cominciare a conoscere di più noi stessi, quello che ci fa bene e quello che ci fa male, però ad un livello ben più profondo di quello a cui ci hanno abituati, è assolutamente necessario se vogliamo migliorare.

Matteo Vitiello

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