Libertà di stampa 2015. Italia 65ª, tra le peggiori “partly free”

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Oggi più che mai, si vede che lo sviluppo economico, la riforma istituzionale ed il rispetto dei diritti fondamentali non necessariamente vanno di pari passo.

La difesa della libertà dei mass media continua ad essere una battaglia, una battaglia di vigilanza nelle democrazie della vecchia Europa ed una battaglia contro l’oppressione e l’ingiustizia nei regimi totalitari ancora sparsi per il globo. Dobbiamo rendere omaggio agli attivisti dei diritti umani, giornalisti e blogger di tutto il mondo che coraggiosamente difendono il diritto di parola.

È inquietante vedere come molti paesi membri dell’Unione Europea occupino posizioni bassissime nella classifica (Italia, ndr.). Se non si marcia insieme, l’Unione Europea rischia di perdere la sua posizione di leader mondiale nel rispetto dei diritti umani. Se ciò dovesse accadere, come potrebbe essere convincente quando chiede ai regimi autoritari miglioramenti nel rispetto dei diritti umani? C’è bisogno urgente per i Paesi Europei di recuperare un comportamento esemplare.

[Christophe Deloire, segretario generale di Reporters Sans Frontières]

L’Italia è alla 65ª posizione

I principali problemi dell’informazione in Italia:

  • violazioni della tutela delle fonti dei giornalisti
  • continua concentrazione della proprietà dei media
  • dimostrazioni di disprezzo e di impazienza da parte di esponenti governativi nei confronti dei giornalisti e del loro lavoro
  • convocazioni giudiziarie

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