Il peggior cammino che potevamo seguire. Ed ora non stiamoci a lamentare

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Vogliamo dominare, modificare, cambiare e ci stiamo allontanando, ogni giorno di più. Da noi stessi e dalla natura… e ci stiamo trascinando dietro il mondo intero.

Come se fosse questo il cammino che ci spetta, lo seguiamo, come se questa fosse la verità in cui credere, ci fidiamo, come se davvero tutto ciò ci stesse arricchendo in qualche modo o fosse quantomeno utile alla nostra crescita, continuiamo a farlo giorno dopo giorno.

Il denaro ha sostituito il valore delle cose e delle persone, ha distrutto l’etica e trasforamato uomini nobili in schiavi dell’avidità.

La volontà di possedere e controllare dominano ormai incontrastati e la nostra società è diventata una farsa, dove tutti viviamo condividendo ogni giorno invidia, ignavia ed ignoranza.

La volontà di cambiare lo status quo è assopita, forse addirittura morta, suicida, ammazzata da persuasione e corruzione, che succhiano e disperdono la nostra energia vitale.

Avere, apparire, volere, invidiare, copiare, siamo persone incapaci di decidere, non ci conosciamo e siamo incapaci di attuare per un fine più elevato, che non si riduca al soddisfacimento dei propri bisogni bestiali o ad un tornaconto economico. Siamo persi ed ingabbiati.

La figura del pastore è una necessità per un branco di pecore nate in cattività, chi conia le monete di questo impero è contento di pascolare le proprie bistecche e si dimostra benevolo, appare sotto le spoglie di benefattore, punto di riferimento per noi dannati, che non sappiamo dove andiamo né perché.

Il sistema è pura ipocrisia, sempre pronto a tendere la mano, creando servizi “intorno a noi”, prodotti per “darci il potere”, persuadendo ed annichilendo quel poco di noi che è rimasto vivo.

Branchi di morti viventi si iniettano overdosi di tutto quello che è possibile, prodotti su prodotti, shoppingmodern-slave dopo shopping, compra e consuma! Basta che dia piacere, più o meno momentaneo, non importa, dobbiamo comprare!

E seppur dentro di noi sappiamo, seppur sentiamo che qualcosa non va bene, se pensiamo d’aver bisogno di una disintossicazione, anneghiamo subito, di nuovo, nella pubblicità… e ci dimentichiamo della possibilità di abbandonare tutte queste stronzate, per recuperare la nostra vita e ricostruire un mondo inquinato dal male e da chi lo adora.

Stili di vita, mobili, vestiti e soprattutto cibi e bevande, belli, profumati, colorati, naturali*, dietetici, dissetanti, tutto fantasticamente divertente, tutto per farci stare bene.

Pura ipocrisia per noi, vittime dell’economia, accecati dall’idea di dover massimizzare i profitti e minimizzare i costi. Tutto è denaro e dominio.

Tutto questo è il peggior cammino che potevamo intraprendere.

Matteo Vitiello

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