Il primo discorso di Aung San Suu Kyi

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Dobbiamo lottare assieme per conseguire qualsiasi cosa, per avanzare, per evolvere e costruire un mondo migliore, nel nome della pace, della democrazia e del benessere di tutta l’umanità.

La rivoluzione tecnologica ci permette di comunicare di più e meglio tra tutti quanti noi, siamo connessi da un capo all’altro del pianeta, possiamo condividere informazioni e riflettere su quello che sta accadendo oggi nel mondo.

Non dobbiamo mai smettere di pensare, commentare, comunicare e condividere, chi smette di pensare e cerca risposte sincere nelle parole degli attuali uomini di governo, viene manipolato, persuaso e corrotto.

Le notizie importanti sono ridotte in barzellette, additate come bugie o manipolate da chi vuole detenere il potere ed il comando, da chi pensa di poter giudicare il prossimo, da chi si crede migliore o più importante.

La res publica dev’essere amministrata collettivamente, senza mentire, rubare o ammazzare.

Il vero uomo politico è quello che sa che oggi non è tardi per riconoscersi colpevole delle sue sporche faccende di fronte ai suoi cittadini. I nostri uomini politici, invece, continuano a dirci a chi credere e a chi no e questo è sintomo della loro falsità e della loro paura.

Ci sono le mafie in tutto il mondo e l’Italia è l’occhio del ciclone perché è piena di mafiosi che governano, giudicano e dicono ciò che dev’essere considerato giusto o sbagliato, vero o falso.

La maggior parte dei politici, oggi, purtroppo, già non ci rappresenta più. Come cittadini, siamo lasciati soli di fronte alle notizie, alle verità che arrivano a casa nostra attraverso internet e la fibra ottica, grazie ai portavoce della libertà d’informazione, dei fatti raccontati con obiettività, della verità, bella o brutta che sia.

Fino a che tutti penseremo con la nostra testa ed ascolteremo, sempre, il nostro cuore, saremo liberi.

Tutti assieme possiamo costruire un futuro migliore del presente, un presente dove si danno ordini, dove per qualsiasi controversia si fa una guerra, dove l’avere acceca l’essere e dove l’uomo politico si preoccupa per la sua immagine.

Oggi è stato reso pubblico il primo video messaggio del Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi dopo la sua liberazione. Vi lascio alle sue parole.

Matteo Vitiello

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