Di politici e di eroi. Omaggio a J.F. Kennedy

4
948

Trista ma vero, quasi nessun giornale ha dedicato un spazio in prima pagina all’anniversario dell’assassinato di John Fitzgerlad Kennedy del 22 novembre 1963.

Nemmeno negli Stati Uniti, come sottolinea un articolo apparso oggi sul quotidiano USA Today, testate del calibro del The New York Times, The Washington Post, The Boston Globe, The Boston Herald, The New York Times, the Chicago Tribune, The Miami Herald e del Los Angeles Times hanno dedicato un piccolo trafiletto all’anniversario di uno dei presidenti più importanti della storia del proprio Paese. Solo il The Dallas Morning News gli ha dedicato un articolo in prima pagina.

Parlando del nostro Paese, forse non sorprende che i quotidiani italiani non dedichino attenzione ad anniversari importanti come questo. La stampa nostrana è talmente politicizzata e conservatrice, che le notizie di rilievo passano in secondo piano. Nelle prime pagine si parla sempre e solo dell’infinita commedia dei politicanti e di gossip.

Viviamo un’epoca di crisi economica e soprattutto sociale, molta gente sembra aver gettato la spugna e si lascia governare da politici inetti, guidati da valori distruttivi per la società, quali il potere, il denaro e l’ipocrisia. I giornali e tutti i mass-media dovrebbero essere indipendenti da qualsiasi partito e classe sociale, il loro lavoro è scrivere e diffondere le notizie, quello che succede, che è successo e quello che potrebbe succedere se… insomma, dovrebbero essere presi in seria considerazione anniversari come la morte di uno dei politici più seri e responsabili d’America e renderne omaggio in prima pagina.

Oggi, quando i mezzi di comunicazione di massa non informano più ma frastornano, con notiziole inutili di puttane e uomini di potere, figure di eroi come J.K. Kennedy dovrebbero essere ricordate e celebrate. Perché la società civile, i giovani e gli adulti, gli uomini e le donne, i cittadini di paesi e città d’Italia, tutti hanno bisogno d’essere risvegliati da questo sopore, che ha fatto perdere dignità e rispetto, trasformando il popolo in un teatro di burattini.

I rappresentanti politici dell’Italia d’oggi, sempre più ridicolizzati con satira e barzellette, dovrebbero ricordare le parole di Kennedy e responsabilizzarsi davanti ai propri elettori, proporre idee, programmi ed azioni più vere, trasparenti e rispettose della volontà di noi tutti.

Fin tanto che non ci saranno dei nuovi politici-eroi come J.F. Kennedy, i Paesi andranno alla deriva, le loro economie e democrazie si trasformeranno in crisi, dittature, xonofobia, e questo è quello che già sta succedendo.

Fin tanto che la gente avrà voglia di riderci sempre su, facendo continua satira ai propri politici, non potrà permettersi il lusso di lamentarsi. La politica gestisce, ormai, gli affari pubblici in maniera scandalosamente ridicola, come se fossero questioni private, nascondendo le verità e sottovalutando così gli elettori e le priorità sociali di un Paese intero.

Come risposta a questioni così importanti, gente d’Italia, avete intenzione di raccontare ancora molte barzellette ed accontentarvi di promesse? Se volete un futuro per i vostri figli, che sia un futuro migliore sia economicamente che politicamente, ricordatevi che continuare a ridere su politici come Silvio Berlusconi ha stancato e se non ve ne rendete conto, siete stati inebetiti più del previsto.

Ascoltatevi il discorso di Kennedy e chiedetevi se avete ancora la stoffa di cittadini liberi, se avete ancora valori e principi per cui lottare, chiedetevelo, perché questi sono tempi in cui bisogna agire nel nome della libertà, della verità e del benessere collettivo.

Matteo Vitiello

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=UsQZqp2-32Y[/tube]

President Kennedy’s confrontation with the CIA & MJ-12

over ET/UFO X-Files (part 1 & 2)



[fonte: exopolitics.org]

Leggi anche:

Nazisti rifugiati. Onoreficienza NASA al criminale del Terzo Reich

4 COMMENTS

  1. UNA SINISTRA SENZA SPINA DORSALE

    E poi ci domandiamo per quale motivo, di fronte all’implosione del modello berlusconiano, questa sinistra (inverosimilmente), non guadagni consensi! Ci indigniamo tanto (e a ragione), della vergognosa sudditanza di questa cricca al governo verso il re taumaturgo e, quando lo stesso, irrompe in uno dei programmi televisivi della sua personale lista di proscrizione, tutti ammutoliscono o, al più, ostentano poco convinti sorrisetti di finto sarcasmo e meraviglia. Ma come pensiamo di potere detronizzare il Nano malefico e corte, se oltre al suo potere mediatico, può contare sulla codardia e il buonismo mieloso di una opposizione senza spina dorsale?
    Di quali altre vergogne, soprusi e crimini, si dovrebbe ancora macchiare, un Primo Ministro, piduista e in odore di mafia, dalle frequentazioni agghiaccianti (Gelli, Dell’Utri, Mangano, Cosentino, ecc), e consumato da uno stile di vita degno solo di un pappone di quart’ordine, perché questa maledetta sinistra, pusillanime e smarrita, trovi la forza, il coraggio e la dignità, necessari per abbattere quel muro di omertà e apatia, innalzato a mascherare la sua pachidermica immobilità da prepensionamento? Noi elettori delusi e, oramai, sfiancati sostenitori di una coalizione trasfigurata in orpello, nella quale abbiamo riposto tutte le nostre speranze, siamo arrivati allo stremo. Consumati da una frustrazione repressa e costante che, da oltre quindici anni, ci umilia e ci ferisce. E’ tempo di suonare la carica. Una chiamata alle armi convinta e responsabile che risvegli gli animi dormienti, l’orgoglio ferito e quella passione sociale e politica che, da sempre, fa vibrare le corde del nostro cuore.

    Gianni Tirelli

  2. LA LIBERTA’ IN VENDITA Per il Presidente del Consiglio, la libertà, si esprime nell’esasperata necessità di rimuovere dentro e fuori di se, tutto ciò che, di scomodo o incomprensibile (sia sul piano culturale che emotivo), tormenta la sua mente infantile. Per tale scopo, fa uso di tutti i mezzi e i modi possibili, surclassando ogni limite etico e deontologico. È una vera e propria forma di paranoia lacerante, aggravata da assillante frustrazione. Il signore in questione, nella totale assenza di scrupoli e rimorsi di coscienza, insiste e persiste, in questa pratica collaudata che, in ogni occasione, spaccia con la forza, e l’enfasi di sempre, sicuro del risultato che otterrà. “Forza Italia, la casa delle libertà, il popolo delle libertà, i circoli della libertà e, ultimi, i team della libertà” fanno parte di un ritornello monotematico, riconducibile più alla visione idealista e patriottica di un eroe della resistenza, che ad un imprenditore senza scrupoli, al potere. Lo scaltro piazzista, privo della più remota forma di intelligenza e di buon senso, si avvale di questa becera operazione di marketing, allo scopo di fa presa sulle persone vuote, senza contenuti reali, avulse da principi e valori e, tanto meno, da ideali. Dentro il caos delle loro congetture, intravedono una rivalsa al loro stato di ignavia cronica, corroborata da una visibilità insperata. Il Grande Pifferaio, incarna l’espressione più alta del relativismo che, nella furbizia al potere, raggiunge l’apice della contraffazione dell’intelligenza. Non avendo alcun senso del pudore, si accampa la proprietà di una libertà che, altri, hanno conquistato, col sangue, sacrificio e rinuncia, sbandierandola, poi, come il risultato di una sua personale lotta privata. In questo modo, nega la resistenza partigiana, disertando ricorrenze e commemorazioni. Si rivolge all’opposizione di governo e ai suoi elettori, chiamandoli comunisti e coglioni, e non ha mai speso una sola parola di condanna contro l’infame ventennio fascista, e lo sterminio degli ebrei. Il piccolo Duce, nega la nostra storia e ritratta in tempo reale le farneticazioni di un minuto prima, accusando poi, i suoi detrattori, di avere stravolto il loro significato o, macchiandoli di impostura, per non averle mai dette. L’automatismo di difesa che lo porta a relativizzare il concetto di verità, è sconcertante. È una pratica costante, affinata nel tempo, collaudata e sperimentata e divenuta poi, carattere dominante della sua personalità. La differenza tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, non è, per il soggetto in causa, di alcuna rilevanza etica e morale, ma relativa allo scopo prefissato. Per questo signore, non esiste nessuna differenza tra la libertà e un prodotto da banco. No! È sufficiente un bel contenitore patinato, uno slogan mirato e poi, via con la propaganda. Come non essere d’accordo con lo psicanalista Mancia, quando lo invita a curarsi?

    Per quanto mi riguarda, un personaggio del genere, e così pericoloso, andrebbe internato. La portata di fuoco della sua protervia, interviene sulla psiche degli individui più instabili, ed é supportata da un’incursione mediatica devastante, intrisa del fetore (anestetizzante) di bordello, che trasuda dalle sue televisioni. Dopo il suo ingresso in politica (e questi sono fatti), il nostro paese si è spaccato in uno scontro ideologico senza pari, con gravi ripercussioni sull’economia, portando l’Italia, dentro una profonda stagnazione e, ancora più grave, verso una deriva culturale e morale, mai raggiunta prima. Le responsabilità in questa brutta faccenda, sono gravissime, e non ne sono esenti i servi e i ruffiani che, soggiogati dalla malafede e dall’ipocrisia, l’hanno sostenuta a spada tratta.
    Gianni Tirelli

  3. […] J.F. Kennedy e gli extraterrestri (The confrontation with CIA/MJ12) […]

LEAVE A REPLY