Nuovi disegni di Leonardo da Vinci in anteprima mondiale a Firenze

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La Battaglia di Anghiari. È il titolo dell’enorme affresco perduto di Leonardo da Vinci, probabilmente occultato in una parete del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Oggi, a Firenze, nell’ambito della manifestazione Florens 2010 (la settimana internazionale dei beni culturali ed ambientali), il prof. Maurizio Seracini (direttore del Center of Interdisciplinary Science for Art, Architecture and Archaeology – San Diego University, California) ha presentato in anteprima mondiale i risultati della sua ricerca trentennale: sotto lo strato monocromo del dipinto L’Adorazione dei Magi, sono stati scoperti nuovi disegni di Leonardo (raffigurano volti, il piede della Madonna, rocce, cavalli ed una scena di uno scontro tra guerrieri), che sarebbero parte del nucleo centrale del capolavoro nascosto, la Battaglia di Anghiari.

In merito all’opera perduta, Maurizio Seracini crede nella tesi secondo la quale l’opera sarebbe celata da qualche parte nel Salone dei Cinquecento, forse sotto le pitture di Giorgio Vasari che, sessant’anni dopo il frustrato tentativo di Leonardo di dipingere l’opera, ridecorò parte del Salone fiorentino.

L’ubicazione dell’opera di Leonardo rimane un mistero. Dai manoscritti di Vasari, peraltro grande ammiratore di Leonardo, sappiamo che il lato sinistro del Salone dei Cinquecento era riservato a Michelangelo, quello destro a Leonardo. Considerando tutte le modifiche che ha subito la sala, si è calcolato che il nucleo del dipinto della Battaglia, quello più famoso, probabilmente si trova nella zona sopra la porta di sud-est. Su questa parete sono stati svolti dei saggi esplorativi da cui è emerso che Vasari fece il proprio affresco non sul muro antico del Palazzo, bensì su di uno nuovo, posto a ridosso del primo. Non si sa ancora se le due pareti sono appoggiate l’una all’altra o se è stata lasciata un’intercapedine, per tutelare e proteggere il dipinto di Leonardo. C’è un ulteriore particolare che ha acceso le fantasie dei ricercatori e deriva proprio dall’affresco di Vasari dedicato alla Vittoria di Cosimo I a Marciano in val di Chiana, dipinta nello stesso salone. Nell’affresco è dipinta una bandiera con la scritta «CERCA TROVA» di bianco in campo verde. La scritta è difficilmente leggibile da un osservatore perché si trova molto in alto.

La storia. La storia della Battaglia del genio da Vinci rappresenterebbe un episodio degli scontri tra esercito fiorentino e milanese del 29 giugno 1440, a celebrare il concetto di libertas repubblicana, della vittoria contro i nemici ed i tiranni.

Nel 1503, il gonfaloniere della Repubblica fiorentina Pier Soderini affidò a Leonardo l’incarico di decorare una delle grandi pareti del Salone dei Cinquecento. Il progetto prevedeva la realizzazione di un’opera grandiosa, sia per dimensioni, che per ambizione. Leonardo iniziò a progettare il grande dipinto murale, che non sarebbe stato realizzato ad affresco bensì con una tecnica differente, che gli avesse permesso una gestazione più lenta e riflessiva, in accordo con il suo modus operandi. Dall’opera Historia Naturalis di Plinio il Vecchio, da Vinci conobbe la tecnica pittorica dell’encausto (un’antica tecnica applicata su muro, marmo, legno, terracotta, avorio e tela, in cui i pigmenti sono mescolati a cera punica, con funzione di legante, mantenuti liquidi dentro un braciere e stesi sul supporto con un pennello o una spatola e poi fissati a caldo con arnesi di metallo chiamati cauteri) e lo adattò alle sue esigenze. Dopo molti studi e tentativi, Leonardo mise in opera il dipinto ma, quando era ormai troppo tardi, la scelta tecnica si rivelò drammaticamente inadatta. Secondo quanto si può leggere dai manoscritti del pittore, da Vinci predispose due enormi pentoloni carichi di legna ardente, puntandoli direttamente sull’opera, per generare una temperatura tale da essiccare la superficie dipinta. Data la grandezza di quest’ultima, però, i colori non si essiccarono, colarono sull’intonaco, si affievolirono fino a scomparire del tutto. Nel dicembre 1503, frustrato dall’insuccesso, Leonardo smise di dipingere la parete. Il vescovo e storico Paolo Giovio vide i resti del dipinto e ne lasciò una viva descrizione nella sua opera biografica «Vita di Leonardo»: “Nella sala del Consiglio della Signoria fiorentina rimane una battaglia e vittoria sui Pisani, magnifica ma sventuratamente incompiuta a causa di un difetto dell’intonaco che rigettava con singolare ostinazione i colori sciolti in olio di noce. Ma il rammarico per il danno inatteso sembra avere straordinariamente accresciuto il fascino dell’opera interrotta”.

Un’altra testimonianza dell’opera perduta di Leonardo viene dalle parole di Anonimo Gaddiano (Cod. Magliab. XVII, 17, Biblioteca Nazionale di Firenze): “Leonardo da Vinci fu nel tempo di Michele Agnolo: et di Plinio cavò quello stucco con il quale coloriva, ma non l’intese bene: et la prima volta lo provò in uno quadro nella Sala del Papa che in tal luogo lavorava, et davanti a esso, che l’haveva appoggiato al muro, accese un gran fuoco, dove per il gran calore di detti carboni rasciughò et secchò detta materia: et di poi la volse mettere in opera nella Sala, dove giù basso il fuoco agiunse et seccholla: ma lassù alto, per la distantia grande non vi aggiunse il calore et colò”.


Matteo Vitiello

1 COMMENT

  1. Spett.le Redazione
    Il sottoscritto prof. Ernesto Solari (da vari anni studioso e ricercatore dell’opera Vinciana) dopo aver esaminato il dipinto di Palazzo Vecchio ed in particolare la scritta, oggi quanto mai discussa, “CERCA TROVA”, intende si confermare l’ipotesi del Prof. Seracini secondo cui Vasari nascose la Battaglia di Anghiari di Leonardo sotto la superficie pittorica di una delle sue battaglie ma dimostrare come sia possibile dare una diversa collocazione al dipinto di Leonardo rispetto a quella ipotizzata dall’Ing. Seracini grazie al ritrovamento da parte sua di una chiave di lettura che applicata ad alcuni scritti dello stesso Vasari consentiranno di ritrovare il punto esatto dove sarebbe collocata la parte del dipinto leonardesco celata dallo stesso Vasari.
    Grazie a questi nuovi indizi e citazioni che lo stesso Vasari ci ha comunicato sarebbe oggi possibile ritrovare con minor spreco di tempo e danaro i resti del grande fallimento pittorico di Leonardo….sempre che ne valga la pena.
    Solari ha infatti trovato, attraverso la decifrazione del messaggio Vasariano una conferma della presenza della parte centrale della battaglia di Anghiari, meglio conosciuta come “Lotta per lo stendardo, così come ci è pervenuta attraverso un disegno ed un dipinto di P.P.Rubens, non sotto il dipinto della battaglia di Scannagallo di Vasari ma sotto quello che raffigura l’assalto alla città di Pisa da parte dei fiorentini. Questa ipotesi trova poi conferma nella stessa descrizione della vita di Leonardo scritta dallo stesso Vasari. La scritta che Vasari pose in una piccolissima bandiera nell’affresco della battaglia di Scannagallo darebbe l’indicazione precisa della parete e del punto esatto dove si trova ancora nascosto il famosissimo dipinto di Leonardo realizzato con poco successo.
    “CERCA TROVA” CERCA…………….TROVA…………………
    L’ESAME DELLA SCRITTA HA PORTATO SOLARI AD ANAGRAMMARLA SECONDO CERTE TECNICHE LETTERALI A CUI LO STESSO LEONARDO SPESSO ERA DEDITO PERVENENDO COSI’ AD IPOTIZZARE QUESTA SOLUZIONE:
    TRA ARCO E CV
    ARCO TRE CAV
    CERCA…ARCO TROVA…TRE CAV(alli)
    CHE E’ APPARSA PLAUSIBILE ALMENO A LIVELLO INTUITIVO FINO A DIVENTARE ASSOLUTAMENTE CONVINCENTE DOPO AVER RILETTO LA VITA DI LEONARDO SCRITTA DALLO STESSO VASARI ED AVER EFFETTUATO DELLE SOVRAPPOSIZIONI FRA IL DIPINTO DI VASARI E LO STUDIO DEI TRE CAVALLI DELLA BATTAGLIA DI ANGHIARI REALIZZATO DA RUBENS.
    La collocazione della battaglia di Anghiari sotto l’arco formato dal fiume Arno trova infatti nel dipinto del Vasari alcuni riferimenti cromatici che attesterebbero la stessa presenza del dipinto leonardesco, ma soprattutto nello libro del Vasari sulle vite dei grandi artisti, quando egli parla della vita di Leonardo, troviamo scritto letteralmente:”fu il primo ancora che, giovanetto, discorresse sopra il fiume d’Arno per metterlo in canale da Pisa a Fiorenza”. Si tratta secondo Solari di veri e propri indizi che ci portano ad individuare nel dipinto dell’assalto alla città di Pisa da parte dei fiorentini che si svolge in prossimità dell’Arno, la vera collocazione della Battaglia di Anghiari.
    Como, 10.01.2011 Prof. Ernesto Solari
    (studioso leonardesco)

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