Salon Européen de Commerce Équitable (Lyon/France). Per un’economia sobria, equa e solidale

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“La differenza tra l’economia e il gioco del calcio è l’arbitraggio. Immaginate una partita che si svolga di notte, senza arbitro, in cui le squadre che si scontrano sono la vita e la morte. Chi vorrebbe rispettare le regole?”. Erik Orsenna – “Viaggio nei Paesi del cotone”.

Sviluppare le filiere commerciali e promuovere il movimento del commercio equo solidale ad un livello europeo, questo l’obiettivo che si fissarono i promotori del primo Salone Europeo del Commercio Equo Solidale, svoltosi a Lione, Francia, l’1, 2 e 3 febbraio del 2008. Un gran evento.

“Abbiamo voluto mobilizzare tutti gli attori coinvolti nel commercio equo, al fine di creare un efficiente spazio di scambio e dibattito costruttivo – queste le parole di Franck Legrigeois, amministratore della ONG francese Equi’sol, organizzatrice del Salone – ed oltremodo per sensibilizzare il grande pubblico europeo sul lavoro che ogni giorno svolgono gli operatori del Fair Trade (commercio equo, ndr.)”.

Missione compiuta, la Fiera lionese fu un grande successo: una marea di visitatori invasero lo spazio espositivo, dialogando, scambiando opinioni, dimostrando una forte sensibilità e motivazione per la solidarietà e la cooperazione internazionale fra i popoli. Adulti, famiglie e tanti giovani, testimoni di una generazione che comincia ad essere più sempre più attiva e coinvolta a livello sociale, culturale, politico ed economico.

“Le nuove generazioni sono sempre più ricettive ai valori del commercio equo e della cooperazione internazionale – sottolineò F. Legrigeois – giovani che credono che un mondo migliore possa essere costruito proprio da queste basi, attraverso la collaborazione tra i tutti i popoli del mondo”. Oltre ai visitatori, ne furono testimonianza gli oltre 250 studenti di Lione, che parteciparono volontariamente all’organizzazione di quel grande evento.

150 gli espositori, la maggior parte francesi (è da sottolineare che la Francia è tra le nazioni più attive a livello europeo per quanto riguarda cooperazione internazionale e commercio equo, ndr.), seguiti da inglesi, olandesi, spagnoli, portoghesi, tedeschi ed ovviamente anche da noi italiani. Presenti anche le rappresentanze di Paesi extraeuropei di produttori come il Mali, il Burkina Faso, la Palestina, la Guinea Bissau, l’Indonesia, la Cina, la Colombia, il Perù, il Canada, l’India e il Senegal. Tra i rappresentanti della nostra penisola: la centrale d’importazione Ctm Altromercato, i fiorentini di Equoland, i romani di Esprit Equo, i piemontesi di LiberoMondo e i liguri di Ram.

“Il commercio equo è il portavoce del cambiamento di mentalità necessario per dare una spinta significativa all’evoluzione delle pratiche di commercio mondiale, attraverso una politica economica mondiale più rispettosa delle persone e dei Paesi del Sud del mondo – disse Jean Philippe Bayon, vice presidente della Regione francese Rhone-Alphes, patrocinatore del Salone – le Istituzioni europee possono e devono svolgere il proprio ruolo per dare visibilità e sostegno al Fair Trade”.

La deregolamentazione e liberalizzazione selvaggia dei mercati mondiali sta distruggendo popoli ed intere nazioni, una situazione che gli attori del commercio equo cercano di mettere sotto gli occhi di tutti attraverso il proprio lavoro quotidiano. Due i punti chiave su cui riflettere.

Da un lato la vendita di prodotti molto al di sotto dei costi di produzione: ciò rende la vita dei produttori impossibile.

Dall’altro, le attuali politiche di produzione massiva: stanno semplicemente ed inesorabilmente distruggendo terre e mari di questo bellissimo pianeta. E questo è grave, molto grave.

Le differenti organizzazioni coinvolte nel circuito del Fair Trade mondiale stanno portando avanti una forte azione di lobby con i Governi europei ed extraeuropei, non solo per sensibilizzare ma per chiedere una concreta ed attiva collaborazione, volta a mettere in pratica reali politiche di collaborazione tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo, ancora troppo sporadiche e con troppe falle (i soldi finiscono sempre nelle stesse tasche ed i progetti vengono abbandonati a se stessi, ndr.).

La povertà ed il disequilibrio economico sono i grandi problemi del mondo globalizzato. Sono emergenze da affrontare subito, in maniera unita e coordinata. Solo così potremo essere portavoce di una crescita comune nel nome della pace e della dignità di ogni uomo e di ogni donna; solo così potremo evitare che domattina una nuova persona muoia di fame. Un giorno potrebbe toccare anche a te.


La seconda edizione della Fiera Europea del Commercio Equo e Solidale si è svolta sempre a Lione il 2, 3 e 4 ottobre del 2009.

Gli organizzatori: Fairtrade Labelling Organization international, World Fair Trade Organization, Le Fair Trade Center, Bananalink, Eine Welt Netz NRW, la Plateforme Française du Commerce Équitable, Agronomes et Vétérinaires sans Frontières.

I soci: Le Ministère de l’Ecologie, de l’Energie, du Développement Durable et de la Mer, le Ministère des Affaires, Etrangères, Les Ministères de Tutelle : le Ministère de l’Economie de l’Industrie et de l’Emploi, le Ministère du Travail, de la Famille des Relations Sociales, de la Solidarité et de la Ville avec le soutien de la Délégation Interministérielle à l’Innovation, à l’Expérimentation Sociale et à l’Economie Sociale, la Région Rhône-Alpes, le Grand Lyon, la Ville de Lyon, le ville de Villeurbanne, la Ville de Grenoble, le Crédit Coopératif, Respublica, la Nef, la CRESS Rhône-Alpes, Only Lyon.



Matteo Vitiello

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