L’ultima News of the World

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“È Domenica pomeriggio, preferibilmente prima della guerra. La moglie è già addormentata in poltrona, i bambini sono stati mandati a fare una bella e lunga passeggiata. Metti i piedi sul divano e, posandoti gli occhiali sul naso, apri il News of the World” [George Orwell, Decline of the English Murder, 1946]

Dopo 168 anni e 8.673 numeri andati in stampa, il famoso tabloid anglosassone News of the World ha pubblicato ieri la sua ultima edizione. Un caso di intercettazioni telefoniche di corruzione degli investigatori di Scotland Yard da parte del giornale, le cause della decisione di Rupert Murdoch, il magnate della News Corporation e proprietario del News of the World, di chiudere i battenti del più famoso giornale di stampa scandalistica del Regno Unito.

È in corso un’indagine della polizia e lo stesso primo ministro Cameron è intervenuto in campo, chiedendo l’apertura di un’indagine pubblica contro quello che ha definito “una vergogna nazionale”. Certo è che l’ex editore del News of the World coinvolto in questo scandalo, Andy Coulson, è stato anche direttore del dipartimento di comunicazione (a gennaio 2011 si è dimesso, quando lo scandalo del News è stato reso pubblico, ndr) dello stesso Cameron ed un’altra ex direttrice del News, coinvolta anche lei nello scandalo intercettazioni, Rebekah Brooks, è amica intima di Tony Blair e di Cameron ed attuale manager del mega gruppo di telecomunicazioni di Murdoch. Conclusione? Cameron e Murdoch non possono certo farsi portavoce delle buone pratiche deontologiche e morali del giornalismo, gridando ora ad uno scandalo, nel quale sono pienamente coinvolti.

Nonostante Murdoch abbia definito “deplorevoli” le pratiche utilizzate dal proprio giornale per assicurarsi uno scoop da pubblicare in caratteri cubitali in prima pagina, affermando: “detto semplicemente, abbiamo perso la strada. I telefoni sono stati intercettati e per questo il giornale chiede davvero scusa. Auspichiamo che la storia ci giudicherà per tutti gli anni di lavoro”, il magnate australiano si è dimostrato oltre che bugiardo, vigliacco. In qualità di proprietario del giornale, Murdoch è il primo responsabile dello scandalo. Ha voluto prenderne le distanze, dichiarando pubblicamente di vergognarsi dei fatti, però… e se non fosse mai venuto a galla? Il News avrebbe continuato a corrompere la polizia e a svolgere intercettazioni. Se il suo proprietario non ne fosse stato al corrente, innanzitutto non saprebbe svolgere bene il proprio lavoro e poi, cosa più importante, sarebbe colpevole di negligenza.

Chiudere un giornale con 186 anni di storia, non è stata certo la miglior soluzione. Sarebbe bastato cacciare i giornalisti e i direttori colpevoli e continuare a stampare il tabloid.

Ad ogni modo, il problema delle intercettazioni è una questione molto grave e voglio aprire una piccola parentesi: ci sono due tipi di intercettazioni. Le intercettazioni dei personaggi politici: non dovrebbero neanche ragione d’esistere (argomento tanto caro ai nostri rappresentanti italiani, ndr) perché tutte le conversazioni di politici tra politici dovrebbero essere, semplicemente, di dominio pubblico, registrate ed accessibili dai cittadini.; il politico deve rendere conto ai cittadini di tutto quello che dice, che fa e, soprattutto, come spende ogni singolo centesimo dei soldi pubblici. Detto questo, per quanto riguarda le intercettazioni private: né giornalisti né politici dovrebbero avere voce in capitolo. È una questione di privacy e solo la polizia può valutare chi e quando intercettare.

Lo scandalo inglese è frutto di intercettazioni private ed i giornalisti del News of the World che le hanno svolte, corrompendo la polizia, non sono gli unici colpevoli. Nessuno si salva dallo scandalo del News, nemmeno la polizia. Se gli investigatori non si fossero fatti corrompere dal denaro offerto dal giornale, non ci sarebbero state intercettazioni. Quindi, cosa potrebbe fare ora Cameron, seguire l’esempio di Murdoch e chiudere Scotland Yard?

Conclusioni. Non è chiudendo un giornale che si risolve il problema. Il News of the World non era né meglio né peggio della maggior parte del giornalismo scandalistico di tutti i Paesi del mondo. Quello che avrebbe dovuto fare un buon proprietario del giornale, sarebbe stato mandare a giudizio giornalisti e dirigenti colpevoli ma continuare a pubblicare il giornale, migliorandolo, rinnovandolo.

È una questione pubblica: oggigiorno decine e decine di testate giornalistiche e televisioni andrebbero rinnovate, perché sono ormai pochi i giornalisti che fanno bene il proprio lavoro, la maggior parte s’improvvisano e, cosa ancor più grave, esistono giornali che permettono di farlo, ponendo scoop e soldi dinanzi alla morale ed alla responsabilità della professione. Un paparazzi non è un giornalista, un cerca-scandalo non è un giornalista e Rupert Murdoch non è degno di essere il proprietario di una catena di mezzi di comunicazione, perché non è in grado di far rispettare i principio deontologici ai suoi dipendenti.

Inoltre, cosa ancor più grave, l’impero di Murdoch controlla e filtra le notizie in base agli andamenti del mercato, agli interessi economici e politici, lasciando all’ombra intere fette di mondo e di notizie “scomode”, che dovrebbero, invece, occupare le prime pagine. L’evoluzione del giornalismo è diventare completamente indipendente dal potere politico e finanziario: solo così potremo scrivere e leggere notizie sane, importanti, vere, senza scadere nello scoop sessuale da quattro soldi a caratteri cubitali.

Nonostante tutto, siamo sulla buona strada. Da un lato Wikileaks ha cominciato a rendere pubbliche le conversazioni dei personaggi politici, dall’altro sta acquisendo sempre più diffusione il giornalismo partecipativo, che permette a tutti di trovare notizie, giudicarle e proporre soluzioni. Questo è buon giornalismo.

Infine, se vanno migliorati i giornali e le televisioni che fanno informazione, anche il pubblico ha le sue piccole colpe. Oggi, la maggior parte dei lettori e telespettatori preferiscono leggere o guardare notizie scandalistiche piuttosto che informative, lo spirito voyeuristico è sempre maggiore e la gente gode di più leggendo degli scandali sessuali nelle corti politiche, piuttosto che di reportage sulla fame in Africa, sulle guerre in Medio Oriente o sui problemi ambientali che sta soffrendo il nostro pianeta. Dico “piccola colpa” perché i primi veri colpevoli sono i grandi mass media controllati dai governi e delle imprese private, News Corporation con Sky, ad esempio, che propongono le notizie solo dopo aver consultato ed aver chiesto permesso alla Borsa e al politico di turno.

I giornalisti dovrebbero pensare meno al gossip e più al divulgare le notizie scomode alle aziende ed ai politici corrotti;  i lettori potrebbero, a loro volta, pensare un po’ di più alle cose veramente importanti del mondo e credere con più convinzione che ognuno di noi può migliorare questo mondo, coinvolgendosi e partecipando nella ricerca e la diffusione dei fatti che contano, delle verità.

Matteo Vitiello

P.S.: Parole crociate con messaggio subliminale

Una curiosità. Nell’ultimo numero del News of the World, a pag. 74, quella dedicata alle parole crociate, i redattori hanno inserito un astuto messaggio subliminale, includendo nelle domande e nelle risposte del gioco “Cryptic Crosswords” parole chiave riguardanti lo scandalo intercettazioni: woman stares wildly at calamity, will fear new security measure, string of recordings, mix in prison, criminal enterpriseBrookcatastrophe, digital protection, prestige, servant, stink lamentedUn ultimo messaggio tristemente divertente da parte della redazione del News.

 

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