Aung San Suu Kyi libera!

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Aung San Suu Kyi è libera! Funzionari della giunta militare birmana hanno notificato l’ordine di rilascio. Le forze di sicurezza birmane stanno rimuovendo le barricate all’esterno della residenza di Yangon. I sostenitori della leader della lotta per l’instaurazione della democrazia in Birmania sono radunati davanti alla sua casa, cantando e gridando a sostegno del Premio Nobel per la Pace “lunga vita e tanta salute!”.

Aung San Suu Kyi ha richiesto un rilascio incondizionato, mentre il regime militare birmano vorrebbe limitare la libertà della donna di muoversi all’interno del proprio Paese. Il suo legale, l’avvocato U Nyan Win, ha confermato che non ha accettato le condizioni del regime militare birmano, “Aung San deve poter viaggiare liberamente in tutto il Paese”.

Nel frattempo continua l’esodo della popolazione birmana, oppressa dall’autoritarismo del regime militare del USPD; migliaia di persone stanno fuggendo in Thailandia, alla ricerca di pace e tranquillità. Speriamo che il rilascio di Aung San Suu Kyi serva a migliorare la tragica situazione che sta vivendo, ormai da anni, il popolo birmano.

Un collaboratore dell’agenzia di stampa Democratic Voice of Burma (http://www.dvb.no/) ha detto: “la rilasciano per due motivi fondamentali. Il primo è per rispondere alle pressioni internazionali, accreditarsi come interlocutori politici e sancire così la propria legittimazione dopo le elezioni di domenica. Il secondo è perché oggi devono affrontare gli attacchi della rivolta della popolazione e solo Aung San Suu Kyi può portare ad una tregua e trattare per il processo di riconciliazione tra le diverse etnie birmane. In questo senso i generali dell’USPD non hanno nulla da perdere. Se la liberazione di Aung servirà per calmare la situazione, i militari potranno concentrarsi sul dissenso interno del Paese. In caso contrario, diranno semplicemente che nemmeno il Premio Nobel per la Pace può risolvere il problema dell’unità nazionale in Birmania. In ogni caso, il regime dittatoriale ha sempre la possibilità di dichiarare lo stato d’emergenza e riassumere il potere apertamente. Al regime non interessa la stabilità, bensì il controllo. Con la liberazione di Aung San Suu Kyi possono anche creare instabilità, ma hanno tutti i mezzi per mantenere il controllo”.

La biografia di Aung San Suu Kyi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi

bueno buono good ha dedicato un articolo alle ultime elezioni in Birmania ed al maggior interesse che i politici italiani dovrebbero dimostrare alle questioni di cooperazione internazionale. Potete leggerlo qua: http://buenobuonogood.wordpress.com/2010/11/09/italia-e-birmania-ognuno-coi-suoi-problemi/

Matteo Vitiello

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