Occhio! Il cellulare nuoce gravemente alla salute

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Tanti anni fa c’era una pubblicità che diceva “Welcome to Marlboro Country”, quando le sigarette venivano presentate come le compagne dell’uomo di successo, l’oggetto simbolo della virilità maschile. Due dei Marlboro Man (il personaggio creato ad hoc dal pubblicitario Leo Burnett nel 1954) che apparivano negli spot, Wayne McLaren David McLean, morirono di cancro ai polmoni e durante gli ultimi anni delle loro vite furono i portavoce della crociata anti-tabacco e della lotta giudiziaria contro le multinazionali delle sigarette.

L’industria dei beni di consumo ha sempre giocato con l’ignoranza della gente, un gioco per adulti in cui in palio c’è la vita o la morte di noi consumatori.

Oggi sono i cellulari a giocare il ruolo della bionda più tossica del mondo.

Agli albori della sua diffusione, il telefonino fu presentato al pubblico come l’oggetto indispensabile per l’uomo d’affari ed oggi è diventato il simbolo di una generazione, l’accessorio di moda, l’oracolo che ci guida per le strade, che ci mantiene connessi al resto del mondo e senza il quale pensiamo non poter comunicare e ci sentiamo soli, insicuri e tagliati fuori.

Se usassimo il cellulare solo per telefonare quando è strettamente necessario, sarebbe come fumare una o due sigarette al giorno, nessun problema. Ma non è così, purtroppo. Oggi si passa più tempo a parlare, giocare e rincoglionirsi con il cellulare, che comunicare con la gente ed il mondo che ci circonda. Risultato? Ci parliamo più per sms che di persona ed assorbiamo una quantità di radiazioni tale da mettere in pericolo la nostra salute.

In questo articolo vi presento i risultati della ricerca di William J. Bruno (biologo e biofisico dei prestigiosi Los Alamos National Laboratories del New Mexico) sulla relazione uso del cellulare/danni alla salute, pubblicata dalla Cornell University di Ithaca (New York), lo scorso 24 Aprile 2011.

Il tema relativo alla sicurezza dei cellulari ed ai danni che possono insorgere in seguito all’esposizione alle microonde di telefonini e ripetitori ha sempre alimentato un acceso dibattito, tra chi sostiene che i cellulari non fanno male e chi, invece, dice il contrario. Per dire qualcosa di concreto all’opinione pubblica, alle masse compra-cellulari di tutte le età, per rassicurare i genitori al momento di comprare il primo cellulare al figlio di dieci anni, si è riusciti a vestire una bugia con l’abito della casta verità scientifica. Il messaggio fu diffuso senza troppi problemi: il potere economico delle multinazionali del tabacco può comprare molte cose, anche i mezzi di comunicazione di massa. E così si mandò in pensione (temporalmente ma per il tempo necessario a fare del cellulare l’oggetto più venduto del XXI secolo, ndr) il gran dibattito sulla sicurezza dei dispositivi cellulari, con dichiarazioni del tipo: “non c’è una chiara connessione tra l’utilizzo del cellulare ed un effettivo danno alla salute dell’uomo”. E tutti se la sono bevuta: è bastato diffondere le dichiarazioni positive di alcuni scienziati e mantenere all’ombra l’altra faccia della medaglia, alla vecchia maniera. Ancora una volta il popolo pecorone era stato rassicurato. Poi, oltre alla menzogna, mancava la beffa, no? Ed ecco il periodo in cui la gente comprava (e purtroppo alcuni ancora lo fanno, ndr) adesivi, portachiavi ed altre diavolerie di gomma made in China, spacciati come gadget anti-radiazioni del cellulare. No comment, come si dice.

Veniamo ai fatti. L’argomento principale dello studio del ricercatore W.J. Bruno è che le microonde del cellulare non sono in grado di danneggiare i tessuti umani quando il numero di fotoni è inferiore ad 1, in un volume di spazio equivalente ad una lunghezza d’onda cubica. Quando la densità di fotoni è superiore, quest’ultimi possono interferire con i tessuti biologici del nostro corpo. Nei cellulari, il numero di fotoni per lunghezza d’onda cubica è decisamente superiore ad 1 e per tale motivo gli argomenti inerenti la sicurezza dei cellulari e dei ripetitori devono essere riconsiderati.Si è sostenuto che i cellulari sono sicuri perché un singolo fotone delle microonde non possiede abbastanza energia per rompere un legame chimico – afferma William J. Bruno – abbiamo dimostrato che la tecnologia cellulare opera all’interno del limite di un’onda, non nel limite di singolo fotone. L’attuale tecnologia su cui si basa la costruzione dei telefoni cellulari è lontana dall’essere considerata compatibile a livelli ottimali con i nostri tessuti biologici […]. Le frequenze inferiori a 1 GHz, quelle emesse da radio e Tv, ad esempio, vengono riflesse, mentre quelle comprese tra 1 e 10 GHz vengono assorbite dalla pelle. […]. Un’elevata uso del cellulare provoca vari effetti negativi, tra cui disturbo nel sonno, cambio nel metabolismo del cervello (che dura fino a cinque minuti dopo l’utilizzo del cellulare), aumento del rischio di acufene (tinnitus), di tumori del cervello e delle ghiandole salivari […]. Nuovi studi hanno dimostrato che portare il cellulare all’altezza della vita, provoca, inoltre, danni allo sperma ed asimmetria nelle densità ossea dell’anca […]”.

La ricerca del dr. W.J. Bruno aprirà nuovi dibattiti sul tema della sicurezza di cellulari, però una cosa resta certa: usate con cautela il cellulare e non fidatevi dell’uomo che cavalca spensierato tra le montagne statunitensi fumando una bella ed invitante bionda!

Matteo Vitiello



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    Wayne McLaren, Former “Marlboro Man” Who Became Anti-Smoking Crusader (The Seattle Times)

    Poco prima della morte di Wayne McLaren, fu filmato uno spot televisivo dove apparivano due sequenze giustapposte, una di lui nelle vesti del cowboy Marlboro Man e l’altra in cui lo stesso McLaren appariva nel suo letto d’ospedale. McLaren si fece portavoce della crociata contro le industrie del tabacco, che promuovevano l’immagine del fumare una sigaretta con lo slogan “per uno stile di vita indipendente”. Nell’ultimo spot-denuncia di McLaren, che lo ritrae morente nel letto d’ospedale, la voce narrante dice: “Giacendo là, con tutti quei tubi dentro di te, quanto indipendente puoi essre veramente?”
    (Tra gli altri Marlboro Man apparsi negli spot: William Thourlby, Charley Conerly, Darrell Winfield, Dick Hammer, Brad Johnson, Bill Dutra, Dean Myers, Robert Norris e Tom Mattox, ndr).

    Ed ecco, per i nostalgici, il video:

    http://vimeo.com/39468196

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