Il giorno in cui la Terra tremò

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La Terra sta cominciando a tremare.

Questa la lista dei terremoti di magnitudo superiore a 5 gradi della scala Richter che si sono registrati in sole 24 ore, tra giovedì 7 aprile e venerdì 8 Aprile 2011:

08/04/11

  • 20:42:31 – Isole Kuril Islands: 5.3
  • 20:29:16Mindoro, Filippine: 5.2
  • 02:56:53 – Mar di Banda (Indonesia): 5.0
  • 00:02:19 –  costa est di Honshu, Giappone: 5.2

07/04/11

  • 23:06:05 – Honduras: 5.0
  • 22:41:54 – Honduras: 5.8
  • 16:32:41 – costa est di Honshu, Giappone: 7.1
  • 16:32:00 – costa est di Honshu, Giappone: 7.4
  • 15:11:24 – Veracruz, Messico: 6.5
  • 09:16:12 – costa sud-est della Nuova Zelanda: 5.1

(Fonte: USGS)

Questi terremoti sono il risultato dei movimenti delle placca tettoniche Indo-Australiana e Pacifica, che si stanno spostando così:

  • la placca Pacifica si sta spostando verso ovest ed il continente Sud Americano sta cominciando la sua migrazione verso occidente.
  • la placca Indo-Australiana sta “spingendo” verso nord provocando, oltre ai terremoti, l’affondamento di Bangladesh, Pakistan, Jakarta e dell’Indonesia.

La correlazione tra i sismi elencati sopra è chiara: un primo terremoto nella placca australiana, poi i terremoti centro-americano e quello giapponese, i cui epicentri, rispettivamente Veracruz/Honshu e Honduras/Honshu, si trovano proprio sui margini occidentale ed orientale della stessa placca tettonica del Pacifico. Per la spiegazione completa dei movimenti tettonici in corso, rimando alla lettura di questi due articoli:

  1. Crepe nella crosta terrestre
  2. Arriverà uno tsunami in Europa?

Negli ultimi mesi si sono registrati terremoti più o meno intensi in zone fino a poco tempo fa ritenute calme dal punto di vista geologico. Geologi di tutto il mondo stanno rilevando attività sismiche molto forti e nei prossimi mesi ci potremmo aspettare nuovi terremoti di magnitudo elevate. Pare non siano da scartare nemmeno vere e proprie tempeste di terremoti che, solo a nominarle, mettono paura. “After a lull in large quakes in the 1980s and 1990s – ha detto Richard Aster, presidente della Seismological Society of America – we may now be in the middle of a new age of large earthquakes”.

Oltre all’aumento dell’attività sismica in tutto il mondo, negli ultimi mesi sta crescendo esponenzialmente l’attività di alcuni vulcani, soprattutto di quelli sottomarini. A titolo d’esempio, ecco alcuni vulcani la cui attività è incrementata nelle ultime settimane:

(Fonte: Globalism Volcanism Program)

Terremoti ed eruzioni sono due conseguenze dei movimenti delle placche tettoniche ed i movimenti tettonici sono, a loro volta, il risultato dei cambiamenti nel campo magnetico del nostro pianeta. L’immagine a lato (Fonte: Real-time magnetosphere simulation) rappresenta una simulazione della magnetosfera terrestre così come appariva otto minuti prima del terremoto più forte di giovedì 7 aprile, quello di 7.4 gradi registrato a est delle coste del Giappone.

Spiegato con parole semplici, la magnetosfera è il manto che ci protegge dai venti solari e dalle radiazioni proveniente dallo spazio ed è la generatrice dei poli magnetici della Terra.

Il campo magnetico terrestre sta attraversando un periodo di cambiamenti decisamente drastici, è infatti in corso un processo che pare porterà all’inversione dello stesso. Per farvi capire di che tipo di cambiamento si parla, credo sia utile proporvi il quadro finale che dovrebbe risultarne: il Polo Sud si sposterà sull’India e il Polo Nord si troverà all’incirca fuori dalle coste del Brasile.

Le cause di questo cambiamento sono fondamentalmente riconducibili all’incremento dell’attività magnetica del Sole ed all’influenza che esercita sulla Terra. Esiste, però, anche un’altra corrente di pensiero, sempre più diffusa tra astrofisici e ricercatori scientifici, che, oltre al Sole, chiama in causa l’attrazione magnetica di un altro pianeta (scoperto nel 1983 e di cui ne parlavano già gli astronomi di popolazioni come Inca e Maya) che dicono si sta avvicinando alla Terra e su cui NASA ed enti governativi stanno cercando di mantenere una sorta di cortina di segretezza, non ammettendone l’esistenza. Eppure, attualmente, tale pianeta pare si trovi proprio vicino a Mercurio.

Il processo d’inversione del campo magnetico potrà risultare catastrofico ed alcuni scienziati stanno cercando di spiegare e mettere in allerta la popolazione di tutto il mondo sull’eventuale incombenza di tale evento. C’è sempre, però, chi preferisce evitare allarmismi e cercare di mantenere una sorta di controllo generale fino a che non cominceranno a manifestarsi eventi concreti (purtroppo, questo modus operandi è appunto quello di chi, in linea con la propria politica di copertura e non allarmismo, si limita a contare i morti e cercare di tappare i buchi delle centrali nucleari distrutte, per portare l’esempio più recente, ndr).

Cerchiamo di capire qualcosa di più. Tutto nasce all’interno del nostro pianeta.

Il nucleo, composto quasi elusivamente di ferro, in seguito all’aumento dell’attrazione magnetica del Sole e di quella proveniente dal nuovo pianeta, sta cominciando a ruotare con più velocità rispetto alla crosta terrestre. Da questa differenza nasce una forte tensione magnetica tra nucleo e superficie, tensione che sta provocando lo spostamento e la rottura della crosta (vedi articolo Crepe nella crosta terrestre).

La tensione magnetica si risolverà solo quando il nucleo riuscirà a rompere, letteralmente, la crosta terrestre e le placche tettoniche saranno libere di spostarsi. In seguito a tale evento, il Polo Nord e Sud migreranno nelle loro nuove posizioni.

Pare che, allora, la Terra avrà un aspetto abbastanza differente da quello di oggi. Questa è una mappa di come dovrebbe apparire il nostro pianeta in seguito a questo sconvolgimento geomagnetico:

Un ulteriore fenomeno si è intensificato negli ultimi mesi: l’apparizione di turbini elettromagnetici nel cielo. Cerchi e spirali di colore blu o rosso sono stati avvistati nei cieli sopra alcune città della Russia e degli Stati Uniti. Non si tratta né di Ufo, né di fenomeni inspiegabili, sembrano invece essere il risultato dell’influenza magnetica esercitata sulla Terra da parte del Sole e di questo nuovo, misterioso, pianeta.

Con la speranza che scienziati, astronomi, geologi e ricercatori, che da anni stanno portando avanti le ricerche in merito all’inversione dei poli magnetici, si sbaglino o vengano sorpresi da un “cambio di programma”, questo articolo non nasce con l’intento di creare allarmismi, né di spettacolarizzare l’evento ma dalla volontà di fare informazione, nella maniera più semplice e diretta possibile, su ciò che non accadrà tra mille o cent’anni ma che sta già accadendo. Spero lo troviate un utile punto di partenza per vostri eventuali successivi approfondimenti.

Matteo Vitiello

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3 COMMENTS

  1. buongiorno Matteo Vitiello, lei scrive: “Eppure, attualmente, tale pianeta pare si trovi proprio vicino a Mercurio”, riferendosi a Nibiru. Ora, se esiste, penso sia un poco più in là… non sarebbe visibile anche da un dilettante, se fosse “vicino a mercurio”? saluti.

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